La Nuova Sardegna

Nuoro

«Ormai la chimica è morta» Ottana, bufera sulla Cisl 

di Federico Sedda
«Ormai la chimica è morta» Ottana, bufera sulla Cisl 

I lavoratori della Polimeri condannano la presa di posizione del sindacato «Chiediamo alla Regione di risolvere la vertenza e di far ripartire l’azienda»

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OTTANA. Non è piaciuta ai lavoratori di Ottana Polimeri la presa di posizione della Cisl nuorese, espressa qualche giorno fa in un comunicato dei segretari Michele Fele e Katy Contini, con la quale poneva forti dubbi sulla possibilità di un rilancio della chimica tradizionale a Ottana alla luce del silenzio del patron Paolo Clivati sul futuro dell'azienda e dell'inconcludenza dei progetti proposti finora per riavviare la filiera del pet (plastica per bottiglie) sull'asse Ottana-Sarroch.
«La presa di posizione della Cisl territoriale – si legge in una nota dei lavoratori – è in controtendenza rispetto alla linea di rilancio della filiera del pet fatta propria da tutti i soggetti in causa». Non solo. Per i lavoratori di Ottana Polimeri il comunicato della Cisl non farebbe altro che «incoraggiare disgregazioni e spianare la via di uscita a chi oggi tarda a confermare gli investimenti promessi». Il gruppo Clivati-Indorama sarebbe pronto a mettere in campo 50 milioni di euro per rimettere in moto gli impianti ex Versalis di Sarroch, la cui rimessa in marcia è necessaria per alimentare con la materia prima la ripresa del ciclo produttivo della chimica di Ottana. Un percorso ancora in itinere e del quale non si intravede per nulla la fine. Ma che per i lavoratori, sostenuti con forza dalla Cgil, continua finora ad essere l'unico in grado di fare ripartire gli impianti. Un progetto, quello della ripresa del pet, fatto proprio anche dal Consiglio regionale e dal presidente Francesco Pigliaru.
«Il 4 maggio scorso – ricordano i lavoratori – tutta la politica regionale, con una mozione approvata all'unanimità, ha impegnato il presidente della giunta ad avviare un tavolo tecnico e definitivo per la vertenza Ottana e per verificare le reali intenzioni del gruppo Clivati-Indorama ed eventualmente avviare contatti con nuovi soggetti industriali. È urgente – sottolinea la nota dei lavoratori di Ottana Polimeri – dare una forte accelerazione a questo percorso al fine di attivare un tavolo specifico presso la presidenza del Consiglio dei ministri che ridia la giusta dignità e valenza alla vertenza delle zone interne e costruisca il rilancio del polo industriale di Ottana con investimenti privati su chimica ed energia. Il tutto – ricordano i lavoratori – per evitare il dramma incombente dei licenziamenti».
La cassa integrazione, infatti, scadrà a settembre 2017 e, in mancanza di prospettive, i lavoratori, in cassa integrazione da tre anni, saranno licenziati.
È iniziata, dunque, la corsa contro il tempo per evitare altri scossoni sociali ai paesi del centro Sardegna, già agonizzanti per lo spopolamento e la crisi economica.
«La priorità – concludono i lavoratori – è salvaguardare il patrimonio umano e tecnico del sito industriale, sostenendo una produzione strategica. Altre produzioni alternative potranno essere prese in considerazione senza alcun pregiudizio solo quando ci sarà una precisa progettualità». Il tempo per trovare soluzioni per il futuro di Ottana, però, è davvero poco. Anche perché la fine è dietro l'angolo. Quello che ora non serve è la presa di posizione della Cisl territoriale che potrebbe decretare la fine del progetto di rilancio.

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