Nuoro, la rivolta delle ostetriche al San Francesco
Il Nursind: «Il reparto è allo stremo per carenza di organico. Non sono più in grado di coprire i turni. E aumentano i rischi»
NUORO. Con gli attuali carichi di lavoro e carenze di organico non siamo più in grado di coprire i turni senza mettere a rischio le gestanti, e di garantire la presenza di una terza persona durante la notte in regime di prestazione aggiuntiva. In reparto, peraltro, si registra anche la totale mancanza di operatori socio-sanitari», hanno spiegato, stremate, ai loro rappresentanti sindacali.
Per poi elencare, uno ad uno, un elenco nutrito di carenze, profondi disagi, mancanze di ogni genere che si scontrano con i numerosi e delicati compiti che il reparto deve gestire: l’assistenza alle partorienti nei 20 posti letto a disposizione, quella nelle quattro sale travaglio, la sala operatprio, gli ambulatori e il pronto soccorso ostetrico-ginecologico che opera “h24”, ovvero tutto il giorno. Sono davvero disperate, le ostetriche dell’ospedale San Francesco. Nei giorni scorsi, dopo mesi di fatica, turni snervanti e reperibilità, si sono rivolte ai sindacati per chiedere aiuto e sostegno.
E il Nursind, dopo averle ascoltate, ha rimesso tutto nelle mani del suo avvocato, Monica Collu. Il legale ha preso carta e penna e ha inviato una raccomandata al direttore dell’Ats, Fulvio Moirano, a quello dell’Assl di Nuoro, Andrea Marras, e al servizio delle professioni sanitarie, coordinato da Angelo Piras. «Il reparto è in grossa sofferenza per la carenza di personale – scrive l’avvocato del Nursind – tra le prestazioni che deve garantire c’è l’assistenza alle degenti del reparto, composto da 20 posti letto, la gestione di 4 sale parto, le attività di sala operatoria, la gestione dei tracciati delle gravide, il trasferimento delle gestanti, il funzionamento degli ambulatori».
Una mole di lavoro notevole, dunque, che, come ricorda anche il rappresentante provinciale del sindacato, Mauro Pintore, deve fare i conti ogni giorno con le carenze dell’organico. Come spiega il Nursind, infatti, «il personale attualmente in servizio è costituito da 20 ostetriche, 16 di queste sono full time turniste, una full time diurnista, e tre part-time. Delle 16 ostetriche full time, tenute a turni in pronta disponibilità, una è esonerata dall’attività di sala operatoria. Inoltre tutte e tre le ostetriche part time hanno una turnazione fissa di 32 ore settimanali, di cui il turno notturno cade nelle notti del martedì, giovedì e venerdì, a discapito del personale full time, che è costretto a ruotare la propria turnazione attorno agli orari fissi dei part time».
Ma i problemi, sul fronte della pianta organica, non finiscono lì: l’ultima ostetrica andata in pensione un anno fa, nel giugno 2016, non è stata sostituita, mentre una delle tre ostetriche part time è assente da fine novembre 2016 per motivi familiari. Ma non basta: nel reparto, infatti, ci sono due ostetriche che lavorano a tempo pieno ma sono da tempo in attesa di accedere alla mobilità.
«La coperta, insomma, è decisamente corta – precisa la presidente dell’Rsu, le rappresentanze sindacali unitarie del San Francesco, Annarita Ginesu – e così non si può andare avanti. La situazione del reparto è disastrosa e chi lavora non è più in grado di continuare con gli attuali ritmi. L’azienda deve intervenire». «Bisogna cominciare a sostituire il personale assente – aggiunge Mauro Pintore – perché non si può andare avanti con le attuali forze in campo». Le stesse ostetriche, nei giorni scorsi, attraverso il legale del Nursind, Monica Collu, hannospiegato «di non essere più disponibili a coprire la terza unità notturna in regime di prestazione aggiuntiva, né tantomeno con la pronta disponibilità, in quanto i tempi di presa in servizio in reperibilità, metterebberoa rischio la gestante. In questo senso, infatti, è necessario tenere presente che non è possibile prevedere i rischi-materno fetali legati all’attesa del reperibile».
Per queste ragioni, il Nursind chiede all’Ats e all’Assl di risolvere «la carenza di personale ostetrico e infermieristico e di assegnare un numero adeguato di personale di supporto, per garantire la sicurezza delle prestazioni assistenziali, e ridare serenità agli operatori».
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