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Nuoro

Macomer, progetto del Comune  contro la violenza sulle donne  

Macomer, progetto del Comune  contro la violenza sulle donne  

L’obiettivo è quello di rispondere alle richieste di chi vive situazioni di grave disagio  Il Plus del Marghine servirà ad affrontare anche i problemi degli anziani e dei malati cronici 

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MACOMER. Sono state adeguate le risorse necessarie per finanziare la progettualità già in essere ed è stato introdotto un nuovo progetto per dare risposta al problema antico della violenza di genere che ha assunto una dimensione drammatica. Il Plus del Marghine (Piano locale unitario servizi alla persona), lo strumento della Regione per affrontare e dare risposta ai problemi socio-sanitari delle categorie più deboli, a partire dagli anziani e dagli ammalati, soprattutto quelli cronici con malattie gravemente invalidanti come l’alzheimer, mette a fuoco una nuova emergenza sociale, quella della violenza di genere dalla quale Macomer e il territorio non sono immuni. Il progetto, che ha una dotazione iniziale di 15 mila euro, punta soprattutto alla prevenzione dei casi di violenza individuando le situazioni di rischio dal loro insorgere e prima che degenerino. Lavoreranno al progetto i servizi sociali dei comuni del Marghine e l’ufficio del Plus dell’Unione dei comuni, che individueranno i percorsi e le azioni da mettere in campo. Gli assessori ai servizi sociali dei comuni della zona hanno lavorato in questi mesi all’adeguamento del Plus che ha recepito le nuove esigenze del territorio e la crescente domanda di interventi proveniente da una popolazione sempre più anziana e quindi bisognosa di risposte in termini di assistenza.
Il lavoro del gruppo è stato coordinato dall’assessore ai servizi sociali del comune di Bolotana, Silvia Fadda. Tutti gli altri, tra i quali gli assessori di Birori Erica Violanti, di Silanus Rita Morittu e di Macomer Rossana Ledda, hanno dato un contributo importante. La novità del Plus è quella legata alle azioni che si intende mettere in campo per prevenire la violenza sulle donne. Il tutto con le risorse disponibili, che non sono tante. Si interverrà in primo luogo nelle scuole, dove più o meno le famiglie che hanno figli sono rappresentate. I bambini sono il termometro della situazione familiare e spesso arrivano da loro i segnale di una violenza in famiglia. I medici di base, ma anche gli specialisti, il personale del 118 e dei pronto soccorso degli ospedali sono altri soggetti che possono andare oltre il sintomo per il quale una donna ha chiesto un intervento, per segnalare il caso ai servizi sociali quando si accorgono che qualcosa che non va. Questo consente di intervenire prima che la situazione precipiti degenerando con conseguenze spesso gravissime o irreparabili.
Il progetto, uno dei primi in provincia di Nuoro, sarà costruito su queste basi e farà parte integrante del Plus. Che non trascurerà altre emergenze socio sanitarie. Sono state infatti adeguate le risorse finanziarie per il funzionamento del centro diurno disabili e per l’assistenza domiciliare ed è stata creata una dotazione di 70 mila euro per gli interventi immediati a sostegno di chi va incontro a un’invalidità repentina (persone colpite da ictus o malattie gravemente invalidanti) e necessita di assistenza a tutto campo. (t.g.t.)

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