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Pozzi a secco, la rabbia degli allevatori
MACOMER. Lo stato di calamità naturale causato dalla siccità è stato dichiarato da tutti i comuni del Marghine, ma il sostegno alle aziende che da mesi comprano mangimi e foraggio perché nei campi...
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MACOMER. Lo stato di calamità naturale causato dalla siccità è stato dichiarato da tutti i comuni del Marghine, ma il sostegno alle aziende che da mesi comprano mangimi e foraggio perché nei campi non è cresciuta l’erba, rischia di arrivare tardi. La siccità ha messo in ginocchio l’economia del territorio, che dopo la chiusura delle industrie è legata all’allevamento. Nei campi non c’è erba per alimentare il bestiame né l’acqua per abbeverarlo. Gli allevatori chiedono il ripristino dei vecchi abbeveratoi presenti un po’ dovunque nelle campagne. I pozzi sono a secco e il bestiame rischia di morire di sete. Il territorio ha fatto sentire la sua voce e ha portato i suoi problemi all’incontro tenuto venerdì a Thiesi per lanciare l’allarme sullo stato in cui versano le campagne, al quale c’erano anche i rappresentanti dei comuni di Macomer e di alcuni paesi del Marghine. Il segnale alla Regione è stato lanciato, e pare sia anche arrivato. Ora si attendono le risposte. Una, urgentissima, riguarda il fabbisogno d’acqua nelle aziende di allevamento. Tutte dispongono di pozzi, che però sono a secco. In passato non era mai accaduto che andassero in secca. Non sono mancati cali di portata, come nel 2003, ma era comunque possibile attingere il necessario per il fabbisogno. Oggi, invece, bisogna comprare anche l’acqua.
Abbeverare il bestiame costa quanto l’acquisto dei mangimi per alimentarlo. Una cisterna con 5000 litri d’acqua costa da 50 a 100 euro e anche di più. Il prezzo varia a seconda della distanza e di chi la fornisce. Per il comune di Macomer ha partecipato all’incontro di Thiesi l’assessore Giovanni Lai. «Non solo non c’è erba nei campi per alimentare il bestiame, cosa che di solito non accade in primavera – dice l’assessore Giovanni Lai, che ha rappresentato il comune di Macomer all’incontro di Thiesi –, ma non c’è neanche il fieno da falciare per le scorte invernali. Praticamente le aziende di allevamento dovranno acquistare tutto. La domanda farà sarà salire i prezzi. C’è anche di peggio. I pozzi sono secchi. Gli allevatori chiedono che si porti l’acqua agli abbeveratoi ripristinando quelli in disuso. La situazione a fine maggio è già grave. C’è da temere che peggiori da giugno in poi, quando le campagne saranno riarse». (t.g.t.)
Abbeverare il bestiame costa quanto l’acquisto dei mangimi per alimentarlo. Una cisterna con 5000 litri d’acqua costa da 50 a 100 euro e anche di più. Il prezzo varia a seconda della distanza e di chi la fornisce. Per il comune di Macomer ha partecipato all’incontro di Thiesi l’assessore Giovanni Lai. «Non solo non c’è erba nei campi per alimentare il bestiame, cosa che di solito non accade in primavera – dice l’assessore Giovanni Lai, che ha rappresentato il comune di Macomer all’incontro di Thiesi –, ma non c’è neanche il fieno da falciare per le scorte invernali. Praticamente le aziende di allevamento dovranno acquistare tutto. La domanda farà sarà salire i prezzi. C’è anche di peggio. I pozzi sono secchi. Gli allevatori chiedono che si porti l’acqua agli abbeveratoi ripristinando quelli in disuso. La situazione a fine maggio è già grave. C’è da temere che peggiori da giugno in poi, quando le campagne saranno riarse». (t.g.t.)
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