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Nuoro

La nostalgia del cavaliere ora solo in una cella

Il cavallo baio della “pandela” spinge i garretti sulla terra punteggiata di sassi. I passi si intensificano, si moltiplicano, sino a lasciare il posto alla galoppata, uniforme ed elegante, una volta...

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Il cavallo baio della “pandela” spinge i garretti sulla terra punteggiata di sassi. I passi si intensificano, si moltiplicano, sino a lasciare il posto alla galoppata, uniforme ed elegante, una volta alle spalle l’arco di Costantino, l’imperatore romano del quarto secolo di cui Sedilo ogni principio di luglio ricorda le gesta di guida militare e cristiana. In sella Salvatore, a 57 anni insignito di un onore che i sedilesi vivono come destinato all’eternità. Oggi quel cavallerizzo, attempato ma non per questo meno brillante, rivive quegli attimi col pensiero chiuso in una cella. Salvatore ha ripensato al suo paese con i versi di una poesia in “limba”, dentro la festa finale del corso di filatelia. L’ha rivisto sulla terrazza che guarda l’Omodeo. Sedilo, un borgo che parla in sardo, una lingua che all’anziano pastore oggi manca quanto gli mancano gli affetti, la comunità, con la quale vorrebbe ancora stringersi e discorrere. Parlare di Ardia e, perché no?, anche di quella caduta sociale che due anni dopo l’ha condotto in prigione, con un’accusa pesantissima: sequestro. Tra l’altare e la polvere c’è un terreno di mezzo, che un uomo oggi vuole raggiungere. (f.p.)

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