Arbatax, bancarotta fraudolenta: sequestrati più di 1 milione di beni
di Lamberto Cugudda
La Guardia di finanza, al termine di un’indagine di sei mesi, ha denunciato anche tre persone Il procuratore di Lanusei, Mazzeo, ha ottenuto l’emissione di un decreto per bloccare gli immobili
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ARBATAX. Le fiamme gialle della tenenza di Arbatax, guidate dal comandante, il tenente Emidio Agrello, l’hanno ribattezzata “Operazione Fuori Tutto”. Le indagini sono durate poco più di sei mesi, e hanno portato, a fine dello scorso mese di marzo, alla denuncia a piede libero di tre persone di Tortolì per bancarotta fraudolenta, mentre risale a metà della scorsa settimana il sequestro di beni per un totale di un milione e 700mila euro. I militari della tenenza della Gdf di Arbatax, a seguito di una complessa indagine, scaturita nella “Operazione Fuori Tutto”, hanno denunciato tre tortoliesi per il reato di bancarotta fraudolenta aggravata ed eseguito un sequestro preventivo di beni mobili ed immobili. Che come già riportato, sommano a un milione 700mila euro. Le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica di Lanusei, Biagio Mazzeo, così come evidenziato in un comunicato della Gdf «hanno permesso di accertare, il fallimento di due aziende di Tortolì, una ditta individuale e una società, entrambe riconducibili ad un unico imprenditore, e un passivo ormai insanabile di oltre 8 milioni di euro». Le indagini portate avanti dagli uomini della tenenza di Arbatax, guidata dal tenente Emidio Agrello, e durate poco più di sei mesi, avrebbero consentito di fare emergere consistenti distrazioni patrimoniali, sia attraverso la cessione di rami di azienda e sia tramite la simulazione di atti di vendita di beni immobili. Per le fiamme gialle, con tali operazioni le due aziende sarebbero state «private di tutti i beni che costituivano il cuore delle imprese che, già pesantemente indebitate, sono state portate a un irreversibile fallimento». Nel comunicato viene evidenziato che dalle attività investigative sarebbe emerso, altresì «che la società beneficiaria dei rami di azienda e delle vendite simulate, costituita qualche giorno prima delle operazioni di cessione», sarebbe riconducibile «al figlio e a un amico dell’imprenditore fallito, che sono stati, quindi, entrambi denunciati per concorso in bancarotta fraudolenta». Per la Gdf sarebbero stati «consapevoli di agevolare le distrazioni patrimoniali dei soggetti insolventi».
All’esito delle indagini delle fiamme gialle, il procuratore della Repubblica di Lanusei, ha richiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari, Francesco Alterio, l’emissione di un decreto di sequestro preventivo avente ad oggetto i beni mobili ed immobili oggetto di distrazione. «Sono stati sottoposti a sequestro – è rimarcato nel comunicato – un ramo di azienda costituito da attività di cava e discarica autorizzata di inerti e i relativi terreni su cui insistono tali autorizzazioni, un terreno di circa 3mila etri quadri ricadente in zona produttiva e una serie di beni mobili per un valore complessivo di un milion e 700mila euro».
All’esito delle indagini delle fiamme gialle, il procuratore della Repubblica di Lanusei, ha richiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari, Francesco Alterio, l’emissione di un decreto di sequestro preventivo avente ad oggetto i beni mobili ed immobili oggetto di distrazione. «Sono stati sottoposti a sequestro – è rimarcato nel comunicato – un ramo di azienda costituito da attività di cava e discarica autorizzata di inerti e i relativi terreni su cui insistono tali autorizzazioni, un terreno di circa 3mila etri quadri ricadente in zona produttiva e una serie di beni mobili per un valore complessivo di un milion e 700mila euro».
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