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Nuoro

Il sindaco Soddu: «A Pratosardo andranno i militari» 

Il sindaco Soddu: «A Pratosardo andranno i militari» 

Rassicurazioni in questo senso anche dal ministro Pinotti Il consigliere Saiu: «Non possiamo perdere l’opportunità»

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NUORO. «Non è certo che sia la Brigata Sassari il corpo militare destinato alla caserma di Pratosardo, potrebbe essere anche un altro, il ministero della Difesa non ha dato nessuna indicazione in tal senso, l’unica certezza che abbiamo è che nella nuova caserma arriveranno i militari». Parole del sindaco Andrea Soddu che ha così voluto sgombrare il campo dalle polemiche e dai dubbi sul futuro della struttura in fase di ultimazione. «L’impresa ha concluso i lavori e la consegna è ormai imminente – ha sottolineato il sindaco –. A quel punto, non dovremo fare altro che comunicarlo al Ministero per sollecitare il rispetto di quanto riportato sui protocolli d’intesa che abbiamo firmato. La nostra intenzione è di concludere l’iter della pratica entro la fine dell’anno. Siamo fiduciosi, anche in seguito alle recenti rassicurazioni che il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha dato nei giorni scorsi in risposta a un’interrogazione del deputato nuorese Roberto Capelli – ha concluso Andrea Soddu che ha così replicato all’interrogazione del consigliere comunale Pierluigi Saiu –. Nessun mistero sulla caserma, mentre non posso rispondere su chi la occuperà visto che non abbiamo certezza sull’arrivo della Brigata».
E sarebbe un peccato perchè avere i “sassarini” a Nuoro sarebbe un motivo di orgoglio per il territorio anche dopo la parata di ieri 2 Giugno a Roma e la fortissima emozione per averli visti sfilare con quelle divise storiche indossate dagli eroi che sulle trincee del Carso, nella Prima Guerra mondiale, si erano coperti di gloria, e cantando lo struggente inno “Dimonios” tra gli applausi della gente.
«Sanità, Camera di commercio, servizi, trasferimenti pubblici, posti di lavoro: in nome della razionalizzazione, del risparmio, della riorganizzazione e dell’efficienza il Nuorese è stato letteralmente depredato – ha detto il consigliere comunale di opposizione, Pierluigi Saiu –. Siamo vittime delle scorribande dei governi regionali e nazionali e paghiamo il conto più salato della crisi. E ora il rischio è che il prossimo scippo riguardi la caserma di Pratosardo. Nonostante la propaganda, gli slogan, gli annunci, si è scoperto che devono ancora essere pagati dal Comune un milione di euro di fatture all'impresa che ha realizzato i lavori. La caserma è finita ma ci sono arretrati da pagare. E senza il pagamento di quelle somme i lavori non possono essere consegnati. E poi – ha aggiunto Saiu – nonostante accordi, impegni e dichiarazioni, l’utilizzo della caserma non sembra essere definito. Non è neppure sicuro che a Pratosardo arrivino i militari della Brigata Sassari e non è escluso che la struttura possa essere utilizzata come centro di accoglienza dei migranti. Il governo si è più volte dimostrato inaffidabile di fronte ai suoi stessi impegni e nei provvedimenti relativi alla gestione dei flussi migratori ancora di più. Non è stato chiarito se la clausola di salvaguardia che opera nel caso di adesione alla rete Sprar per l'accoglienza dei migranti, a cui il Comune ha aderito, escluda anche l'apertura di un centro. Per ora in Sardegna ne è stato previsto solo uno a Iglesias ma la questione non è chiusa. Per il bene di questa città – ha concluso Saiu – occorre fare fronte comune per portare il prima possibile i militari a Pratosardo. Soltanto questo potrà dare la garanzia che la caserma non si presti a utilizzi alternativi. Il consiglio comunale, i consiglieri regionali, i parlamentari devono lottare tutti insieme (a prescindere dal colore politico) per difendere questo territorio. Una mobilitazione che passa anche dalla difesa della presenza dei militari a Pratosardop , i cui effetti positivi per la nostra economia sarebbero evidenti».
La storia della Caserma di Pratosardo parte da molto lontano, addirittura dagli anni Novanta. A battersi per portare i militari, possibilmente la Brigata Sassari con il reparto trasmissioni, erano stati i sindaci Mario Zidda e il battagliero Sandro Bianchi, che hanno combattuto durissime battaglie per raggiungere l’obiettivo della firma sul protocollo d’intesa con il ministero della Difesa per lo scambio con l’area dell’ex Artiglieria. A sostenere la loro battaglia a Roma era stato soprattutto il deputato nuorese Bruno Murgia che era riuscito a fare breccia quando sottosegretario alla Difesa era Giuseppe Cossiga. Una battaglia lunga e difficile, irta di insidie e persino di minacce pesantissime che però non hanno impedito che la pratica andasse avanti. E ora che l’opera è in dirittura d’arrivo sarebbe assurdo perdere la grande occasione. (plp)

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