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Centro intermodale di Macomer: bando per l’affido del servizio 

Centro intermodale di Macomer: bando per l’affido del servizio 

La prima procedura avviata ad aprile è andata deserta e a breve ci sarà un secondo tentativo L’assessore Ledda: «Vorremo renderlo fruibile con l’uso gratuito e i consumi a carico del Comune»

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MACOMER. Il primo anno era gratis, poi si partiva con un canone da 300 euro al mese con un contratto di nove anni prorogabile per altri sei, ma nessuno si è fatto avanti per gestire il centro intermodale di Macomer. In altri tempi sarebbe andato a ruba. Attorno alle stazioni però, oggi non c’è più il movimento di una volta, che era legato anche alla presenza del Car e dei militari di leva. Ai primi di aprile è stata attivata la procedura per affidare il servizio di gestione del nuovo centro intermodale passeggeri. Al bando non ha risposto nessuno e la gara è stata dichiara deserta. A breve se ne farà un altro rendendo l’offerta più appetibile, ma se un bel giorno si vede dal mattino, la sensazione è che i concorrenti interessati non saranno tanti, anche perché chi investe (il canone di locazione, anche se basso, è comunque un costo) e ci mette il lavoro si aspetta una ricaduta economica, che i concorrenti che avrebbero dovuto rispondere al primo bando non hanno intravisto. «L’indirizzo è quello di renderlo fruibile con l’uso gratis e i consumi a carico del comune per un anno – spiega l’assessore Rosana Ledda –. Faremo un nuovo bando fiduciosi che possa interessare. Noto che il bar lavora e che c’è movimento». Per Gianluca Deriu, direttore Confcommercio di Nuoro, è un segnale preoccupate. «E il segnale che la crisi non è finita – dice –. Non si crede nella novità. Il bando sembra vantaggioso, c’è però paura a investire. La crisi continua, soprattutto in termini di fiducia».
L’oggetto della concessione riguardava la «gestione del centro intermodale passeggeri Città di Macomer» che comprende un box al piano terra da adibire ad attività commerciale e info point, esclusa l’attività di somministrazione di alimenti e bevande. Nell’oggetto della concessione è anche indicato il tipo di utilizzo: «Il pubblico servizio ricreativo e culturale offerto dovrà consistere nell’utilizzo delle sale per iniziative volte all’aggregazione sociale e nella promozione, organizzazione e gestione eventi». Il tutto con la più ampia libertà. Tra le attività possibili nella struttura rientrano cicli di conferenze, convegni, dibattiti, l’allestimento di atelier artistici e di spazi per eventi figurativi, le attività del tempo libero non abbiano carattere sportivo, proiezioni, attività in sale di formazione e progettazione.
La gara deserta non è un buon segnale per la gestione di una struttura attorno alla quale si sono creare molte, forse troppe aspettative. Al centro intermodale si guarda come strumento strategico di promozione del territorio per dare visibilità alle attività economiche della zona legate alle produzioni di qualità dell’agroalimentare e dell’artigianato artistico. La struttura doveva diventare la vetrina del patrimonio culturale, ambientale e archeologico di Macomer e del Marghine. Per il momento, però, non c’è nessuno interessato a tirare su la serranda per allestirla. «Il centro di Macomer è senz’altro altrove – dice Roberto Melis, presidente dell’Ascom di Macomer –. La struttura non è certo un aeroporto. C’è un transito fugace di passeggeri, per la gran parte studenti che al massimo prendono una bibita o le sigarette. Poi vanno a scuola. Passano quando un’attività è chiusa». Anche per la Confesercenti non mancano le perplessità. «Il problema è soprattutto economico – dice Pinuccio Meloni, vice presidente provinciale –. C’è qualche cenno di ripresa, ma la situazione resta difficile e non solo a Macomer. C’è paura a investire. La mortalità delle attività commerciali è alta. Sul tutto pesa una tassazione insostenibile. Il posto mi sembra eccellente e la struttura è buona. C’è il problema dei parcheggi. Si potrebbe pensare a una cosa di qualità evitando che di aprire un altro negozio cinese». (t.g.t.)

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