I carabinieri: «Criminalità diminuita nel Nuorese»
di Valeria Gianoglio
Il bilancio del comandante Saverio Ceglie alla festa per i 203 anni dell’Arma «Nella sicurezza auspico un maggiore coinvolgimento delle amministrazioni»
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NUORO. Ricorda, con piacere, che Nuoro e provincia, negli ultimi dodici mesi hanno registrato la diminuzione dell’indice generale di criminalità. Un risultato, aggiunge, che premia «costanti, complesse e silenziose attività investigative» promosse dalle 78 caserme sparse nel territorio. Ma non dimentica, nel suo discorso, nemmeno di lanciare uno sguardo deciso al futuro, e dunque ai giovanissimi. Perché, proprio a loro, spiega il comandante provinciale dell’Arma, Saverio Ceglie, i carabinieri hanno dedicato incontri e cicli di conferenze per educarli all’uso corretto di internet e dei social network, per aiutarli a prevenire le dipendenze da alcol e droga, per insegnare loro il rispetto delle regole dell’educazione stradale.
E sul finale del suo discorso durante la cerimonia per ricordare i 203 anni della fondazione dell’Arma dei carabinieri, il comandante Ceglie, tocca un passaggio che sa tanto di commiato «ricco di gratitudine e di riconoscenza». «Sono conscio – ricorda, infatti – dell’alto privilegio concessomi di essere il vostro comandante da quasi tre anni», e «avverto l’obbligo morale di rivolgere a voi sentimenti di gratitudine e riconoscenza per significarvi il valore aggiunto rappresentato da questa esperienza umana e professionale trascorsa per voi e con voi, ufficiali, marescialli, brigadieri, appuntati e carabinieri del comando provinciale di Nuoro».
Sul resto, sui numeri, sui tanti risultati raggiunti nell’ultimo anno di lavoro del comando provinciale dei carabinieri e delle sue mille diramazioni, il comandante Ceglie preferisce non attardarsi, perché, come spiega, in fondo sono già sotto gli occhi di tutti e sono la prova che il sistema sicurezza tra Nuoro e provincia funziona. «Auspico comunque – aggiunge il colonnello – un coinvolgimento sempre maggiore delle amministrazioni locali, cui compete l’attuazione di una serie di interventi che possono incidere in maniera determinante sui livelli di sicurezza. Mi riferisco, ad esempio, all’installazione di impianti di videosorveglianza nei centri abitati, la cui efficacia è ormai unanimamente condivisa. Se la sicurezza è un bene comune, è dovere di tutti realizzarla ed è dovere di tutti difenderla e migliorarla, superando la cultura dell’indifferenza, dell’individualismo e del sospetto. In una sola parola: partecipando».
Ma una parte importante del suo discorso di ieri, il comandante Ceglie, la riserva anche al grande lavoro svolto dai suoi uomini per diffondere la cultura della legalità e prossimità al cittadino. Non a caso, tra il pubblico presente ieri alla cerimonia, c’erano anche gli alunni della quinta A delle scuole elementari Podda. «L’Arma – ricorda il comandante provinciale – ha svolto cicli di conferenze su tematiche di strettissima attualità, quali l’uso di internet e dei social network, l’abuso di alcol e sostanze stupefacenti, l’educazione stradale. Ha ricevuto in visita, presso i comandi, numerose scolaresche accompagnate dagli insegnanti. Sta svolgendo una campagna porta a porta, soprattutto nei piccoli centri della provincia, rivolta agli anziani, per sensibilizzarli sull’increscioso fenomeno delle truffe ad opera di sedicenti avvocati o appartenenti alle forze di polizia».
E sul finale del suo discorso durante la cerimonia per ricordare i 203 anni della fondazione dell’Arma dei carabinieri, il comandante Ceglie, tocca un passaggio che sa tanto di commiato «ricco di gratitudine e di riconoscenza». «Sono conscio – ricorda, infatti – dell’alto privilegio concessomi di essere il vostro comandante da quasi tre anni», e «avverto l’obbligo morale di rivolgere a voi sentimenti di gratitudine e riconoscenza per significarvi il valore aggiunto rappresentato da questa esperienza umana e professionale trascorsa per voi e con voi, ufficiali, marescialli, brigadieri, appuntati e carabinieri del comando provinciale di Nuoro».
Sul resto, sui numeri, sui tanti risultati raggiunti nell’ultimo anno di lavoro del comando provinciale dei carabinieri e delle sue mille diramazioni, il comandante Ceglie preferisce non attardarsi, perché, come spiega, in fondo sono già sotto gli occhi di tutti e sono la prova che il sistema sicurezza tra Nuoro e provincia funziona. «Auspico comunque – aggiunge il colonnello – un coinvolgimento sempre maggiore delle amministrazioni locali, cui compete l’attuazione di una serie di interventi che possono incidere in maniera determinante sui livelli di sicurezza. Mi riferisco, ad esempio, all’installazione di impianti di videosorveglianza nei centri abitati, la cui efficacia è ormai unanimamente condivisa. Se la sicurezza è un bene comune, è dovere di tutti realizzarla ed è dovere di tutti difenderla e migliorarla, superando la cultura dell’indifferenza, dell’individualismo e del sospetto. In una sola parola: partecipando».
Ma una parte importante del suo discorso di ieri, il comandante Ceglie, la riserva anche al grande lavoro svolto dai suoi uomini per diffondere la cultura della legalità e prossimità al cittadino. Non a caso, tra il pubblico presente ieri alla cerimonia, c’erano anche gli alunni della quinta A delle scuole elementari Podda. «L’Arma – ricorda il comandante provinciale – ha svolto cicli di conferenze su tematiche di strettissima attualità, quali l’uso di internet e dei social network, l’abuso di alcol e sostanze stupefacenti, l’educazione stradale. Ha ricevuto in visita, presso i comandi, numerose scolaresche accompagnate dagli insegnanti. Sta svolgendo una campagna porta a porta, soprattutto nei piccoli centri della provincia, rivolta agli anziani, per sensibilizzarli sull’increscioso fenomeno delle truffe ad opera di sedicenti avvocati o appartenenti alle forze di polizia».
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