gli organizzatori
«Come trasmettere ai giovani la cultura della legalità»
NUORO. «L’intento è quello di trasmettere alle giovani generazioni la cultura della legalità, del rispetto verso il prossimo ma anche nei confronti dell’ambiente e degli animali». A parlare è la...
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NUORO. «L’intento è quello di trasmettere alle giovani generazioni la cultura della legalità, del rispetto verso il prossimo ma anche nei confronti dell’ambiente e degli animali». A parlare è la direttrice della Scuola forense di Nuoro, Monica Murru, nonchè promotrice del progetto “Favole in tribunale: un lupo alla sbarra. Processo al lupo di Cappuccetto rosso” andato in scena ieri mattina nell’aula di udienza penale del Tribunale nuorese.
«Quest’anno la Scuola forense, con il nuovo direttivo, accanto agli eventi squisitamente formativi – aggiunge Murru – ha proposto, progettato ed intrapreso anche un percorso politematico battezzato “Cultura e legalità” che prevede la collaborazione e il confronto con le scuole di ogni ordine e grado della città. Lo stesso – spiega l’avvocato nuorese al termine della mattinata ricca di divertimento ma anche di tanta emozione – mira a riavvicinare la figura del penalista ai bisogni della gente, a proporre iniziative ed eventi che, oltre ad offrire validi spunti di riflessione, si inseriscano a pieno titolo nel tessuto scolastico e sociale del luogo. Così – conclude Monica Murru – da portare avanti una strategia congiunta, insieme con gli insegnanti, con diverse altre figure professionali ed istituzionali nonché con esponenti di spicco della cultura contemporanea, nell’obiettivo di realizzare l’adempimento ai doveri di solidarietà politica, economica e sociale previsto dall’art. 2 della nostra Costituzione». (st.v.)
«Quest’anno la Scuola forense, con il nuovo direttivo, accanto agli eventi squisitamente formativi – aggiunge Murru – ha proposto, progettato ed intrapreso anche un percorso politematico battezzato “Cultura e legalità” che prevede la collaborazione e il confronto con le scuole di ogni ordine e grado della città. Lo stesso – spiega l’avvocato nuorese al termine della mattinata ricca di divertimento ma anche di tanta emozione – mira a riavvicinare la figura del penalista ai bisogni della gente, a proporre iniziative ed eventi che, oltre ad offrire validi spunti di riflessione, si inseriscano a pieno titolo nel tessuto scolastico e sociale del luogo. Così – conclude Monica Murru – da portare avanti una strategia congiunta, insieme con gli insegnanti, con diverse altre figure professionali ed istituzionali nonché con esponenti di spicco della cultura contemporanea, nell’obiettivo di realizzare l’adempimento ai doveri di solidarietà politica, economica e sociale previsto dall’art. 2 della nostra Costituzione». (st.v.)
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