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«L’ex Motel andrà ai migranti?» L’opposizione attacca la giunta 

«L’ex Motel andrà ai migranti?» L’opposizione attacca la giunta 

Macomer, la questione in Consiglio e la minoranza ne discuterà durante la conferenza dei capigruppo Federico Castori: «Nella struttura sono già arrivati gli arredi. Ormai è solo una corsa contro il tempo» 

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MACOMER. La questione migranti oggi sarà all’attenzione della conferenza dei capi gruppo del Consiglio comunale dopo che le minoranze ne hanno chiesto la convocazione urgente per decidere l’adesione allo Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati costituito da una rete di enti locali. L’atto formale della civica assemblea è fondamentale per stoppare altre iniziative calate dall’alto e non gestibili dagli enti locali. Il problema è quello dell’ex Motel, venduto nei mesi scorsi a un asta giudiziaria per poco più di 100 mila euro e aggiudicato a una società di Sassari che intenderebbe farne un centro per migranti in grado di accogliere 110 persone, più del triplo di quelle che Macomer dovrebbe accogliere aderendo allo Sprar. In questo caso si applicherebbero mi parametri ministeriali di tre persone per mille abitanti e l’accoglienza diffusa in famiglie e altre strutture eviterebbe concentrazioni che creano problemi, anche di tipo sociale. «Al motel sono in arrivo gli arredi necessari per un utilizzo di questo tipo – dice il consigliere di minoranza Federico castori –. È un gioco con il tempo. Se lo arredano e viene autorizzato l’utilizzo, ci ritroveremo di fronte al fatto compiuto. Questo lo sappiamo noi e probabilmente lo sanno quelli che hanno acquistato la struttura all’asta giudiziaria. L’adesione allo Sprar subito bloccherebbe questo progetto. Basta un atto formale del consiglio, ma bisogna compierlo subito per evitare che poi sia troppo tardi».

Al di là delle polemiche che nei giorni scorsi hanno accompagnato la vicenda migranti e continuano ad alimentare un dibattito dai toni accesi, il problema urgente è a questo punto quello di evitare che l’iniziativa dei privati vanifichi la soluzione indicata dall’unanimità dal Consiglio comunale per evitare imposizioni incompatibili con la realtà sociale di Macomer, come quella dell’utilizzo dell’ex carcere rivelatasi poi impraticabile. Come ha spiegato Gina Falchi, candidato alla carica di sindaco per il Movimento Cristiano Democratico alle elezioni comunali del prossimo anno, dietro il buonismo e la carità di circostanza si nasconde il business. «La spesa prevista per l’accoglienza dei migranti – ha scritto – è per il 2017 di 4,213 miliardi di euro. Un migrante adulto costa al giorno 35 euro, un minore 45. Il pocket money che spetta al migrante, ossia la quota di denaro giornaliera destinata per le necessità personali, è di 2,50 euro. Il resto finisce in mano ai privati e alle cooperative che gestiscono l’accoglienza. Quindi 35 euro a migrante per cento fanno 3.500 mila euro al giorno, al mese 105.000 euro, che in un anno diventano 1.260.000 di euro».

L’utilizzo dell’ex Motel come centro per l’accoglienza dei profughi è certamente un affare per chi dovrebbe gestirlo, ma è un problema per la città che si ritroverebbe con una soluzione calata dall’alto non diversa da quella insostenibile e poi accantonata dell’ex carcere. (t.g.t.)

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