Il viceprefetto, una donna che amava la solitudine
NUORO. La solitudine di una donna riservata, colta, che amava la lettura e il teatro. Che amava chiudersi nel silenzio per assaporare con ancora maggiore trasporto la musica classica e soprattutto le...
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NUORO. La solitudine di una donna riservata, colta, che amava la lettura e il teatro. Che amava chiudersi nel silenzio per assaporare con ancora maggiore trasporto la musica classica e soprattutto le arie delle opere. Ma in fondo, Alessandra Spedicato, 52 anni, viceprefetto con il prestigioso incarico di Capo di gabinetto era molto sola. Nei suoi tre anni trascorsi a Nuoro non aveva stretto amicizie. Forse anche per questo nessuno si è accorto della sua scomparsa. Usciva da casa la mattina presto per andare al lavoro e faceva rientro nell’appartamento di via Gioberti soltanto la sera. Silenziosa, discreta, amava godersi la pace di un bel libro sul divano di casa quando, a fine serata, rientrava dalla Prefettura. Era in procinto di trasferirsi a Matera, la sua terra d’origine, la Basilicata, dove forse pensava di potersi ritrovare. Avrebbe dovuto prendere servizio in Prefettura dal primo giugno. Certo è strano che nessuno si sia preoccupato del suo mancato arrivo dopo 8 giorni, ma Alessandra Spedicato risultava in malattia e quindi è probabile che il certificato non fosse ancora scaduto. Accanto al letto dove è stata trovata, c’erano alcune valige già piene con tutta la sua roba da portare via. Segno evidente che stava preparando i bagagli e quindi era serena quando si è addormentata. Per non risvegliarsi. Un mese fa, forse anche di più. Nessuno si è accorto della sua assenza perché lei era troppo riservata. Al lavoro a Nuoro sapevano che era in malattia e probabilmente pensavano che fosse già partita per la sua Basilicata.
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