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Il consiglio comunale discute il fallimento della società Gst

MACOMER. Fra i temi all’attenzione del Consiglio comunale di Macomer, convocato per oggi alle ore 18 su richiesta dei gruppi di minoranza per decidere l’adesione allo Sprar, c’è anche il fallimento...

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MACOMER. Fra i temi all’attenzione del Consiglio comunale di Macomer, convocato per oggi alle ore 18 su richiesta dei gruppi di minoranza per decidere l’adesione allo Sprar, c’è anche il fallimento della società mista Gst, della quale il comune di Macomer è socio di maggioranza. L’amministrazione comunale ha chiesto un audizione in Consiglio del commissario liquidatore della società in house, il commercialista Luciano Ledda, per riferire all’assemblea i motivi alla base della decisione di portare i libri contabili in comunale.

Che non vi fossero margini per chiudere la partita evitando il percorso fallimentare lo si era capito da tempo. La Gst non disponeva di beni da vendere e gli unici crediti sono quelli legati alle fatture per prestazioni fornite al comune di Macomer, unico cliente della società, che gli uffici dell’ente hanno contestato e non pagato. Non si tratta di crediti inesigibili. Probabilmente il curatore fallimentare, che ha più poteri rispetto al liquidatore, riuscirà a incassare le fatture, il cui ammontare basterà però per pagare le spettanze dei dipendenti, tra le quali parte dell’ultimo stipendio, le ferie non godute e le quote della tredicesima e delle quattordicesima dell’ultimo anno di servizio. L’ammontare del credito vantato dai lavoratori e di quello che la Gst vanta nei confronti del Comune più o meno si equivalgono. La situazione debitoria della società è però più alta e ammonta a circa un milione di euro. I debiti restanti sono nei confronti dell’erario. (t.g.t.)

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