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Migranti, via al piano per l’accoglienza 

Migranti, via al piano per l’accoglienza 

Macomer, il Comune aderisce allo Sprar. Per i rifugiati appartamenti a disposizione e corsi di formazione professionale

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MACOMER. Forse servirà a evitare soluzioni calate dall’alto, come quella dell’uso dell’ex Motel che una società di Sassari ha acquistato da un’asta giudiziaria per farne un centro di accoglienza per richiedenti asilo. In un clima da abbrasson nous, che però alla fine si è sporcato nello sconfinamento in polemica, il Consiglio comunale di Macomer ha approvato all’unanimità l’adesione allo Sprar, un atto formale che secondo il decreto dell’agosto 2016 che indica le linee guida per il funzionamento del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati e la circolare successiva, mette al sicuro i comuni da soluzioni calate da alto. Come hanno però spiegato il consigliere di maggioranza Fabio Masala, al quale è affidata la delega per la gestione del problema migranti a Macomer, e il sindaco, Antonio Succu, non dà certezza assoluta che non passino altre soluzioni che le prefetture potrebbero imporre nell’emergenza aggirando la norma. Non è stato detto chiaramente, ma la paura è che possa andare avanti il progetto del centro migranti nell’ex Motel, convitato di pietra durate l’intero dibattito. Ne hanno accennato il consigliere Giuseppe Ledda della minoranza, la quale aveva chiesto la convocazione urgente del Consiglio su questo tema, il consigliere Fabio Masala durante l’illustrazione delle attività svolte e delle iniziative portate avanti dall’Unione dei comuni, e il sindaco, Antonio Succu, il quale è entrato di più nel merito della questione spiegando che se n’è parlato durante un incontro in prefettura dal quale è emerso che la società di Sassari che ha acquistato all’asta parte dell’ex Motel, ha presentato una manifestazione di interesse a un bando mettendo ma disposizione una struttura in grado di accogliere 132 persone solo uomini. In Prefettura avrebbero spiegato che non ci sarebbe nessun obbligo a dare corso alla manifestazione di interesse. Il timore però è che nell’emergenza si possano fare delle forzature, che «dovremmo essere compatti nel respingere», ha detto il sindaco, il quale ha anche spiegato che non conosce la società che ha rilevato il Motel e che contrasterà con tutti i mezzi legali soluzioni diverse da quelle alle quali si lavora da oltre un anno per creare una micro accoglienza diffusa alla quale non si intende derogare. Nel dibattito sono intervenuti i consiglieri Riccardo Uda, Giuseppe Pirisi, Sergio Masia, Rossana Ledda e Gianfranco Congiu, tutti concordi, anche se con sfumature diverse, nel sostenere il progetto dell’accoglienza diffusa. Sergio Masia ha sottolineato che le scuole sono già pronte con un protocollo per l’accoglienza piena da condividere in rete. Tutto bene dunque, ma con alcune incognite. La prima riguarda l’esito del bando Sprar, che prevede anche il coinvolgimento di un partner privato, in questo caso le cooperative del terzo settore. La seconda l’atteggiamento delle popolazioni, fra le quali l’idea di accoglienza incontra non poche resistenze. (t.g.t.)

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