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In Consiglio le ragioni del fallimento della Gst

In Consiglio le ragioni del fallimento della Gst

MACOMER. La vicenda della Gst, la società mista col comune di Macomer socio di maggioranza al 51%, è stata portata all’attenzione del consiglio comunale su richiesta della Giunta. Il liquidatore...

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MACOMER. La vicenda della Gst, la società mista col comune di Macomer socio di maggioranza al 51%, è stata portata all’attenzione del consiglio comunale su richiesta della Giunta. Il liquidatore della società, il commercialista Luciano Ledda, ha spiegato all’assemblea le ragioni che lo hanno indotto a chiedere il fallimento in proprio che la sezione fallimentare del Tribunale di Oristano ha deciso nell’udienza tenuta a fine maggio e dichiarato con la sentenza del 6 giugno. Ha introdotto l’argomento il consigliere di minoranza Giuseppe Ledda, il quale ha ricordato che la società mista vanta crediti per mezzo milione nei confronti del comune di Macomer. Nel 2013 il comune ha revocato alla Gst i servizi di manutenzione, mentre il consiglio comunale ha deliberato di metterla in liquidazione nel settembre dello stesso anno. Il consigliere ha poi ricordato che il personale, licenziato il 31 maggio 2015, è stato assorbito dalla società Ecotrash, che fa capo al consorzio Ciclat, titolare dell’appalto. I dipendenti attendono il pagamento del Tfr e delle competenze dell’ultimo mese di lavoro. All’inizio della primavera è subentrata a Ecotrash la società Ambiente Italia, per cui i dipendenti sono stati assorbiti da questa, ma non hanno ricevuto la liquidazione neppure dalla ditta che li aveva rilevati dalla Gst. Il fallimento, che prevede una procedura lunga e complessa, rischia ora di allungare a dismisura i tempi di pagamento delle competenze. Il commercialista Luciano Ledda, sentito dal Consiglio in qualità di liquidatore della società, ha fotografato con alcuni dati la situazione della Gst. I debiti ammontano a un milione e 400 mila euro. Di questi 420.000 euro sono per il pagamento del Tfr agli ex dipendenti licenziati nel maggio di due anni fa, 39.000 euro sono per il saldo dell’ultimo mese di lavoro, che in parte era stato pagato, 110 mila euro sono i debiti contratti nei confronti dei fornitori e 880 mila euro li rivendica l’erario direttamente o attraverso Equitalia. I crediti ammontano a circa 500 mila euro vantati nei confronti del Comune per fatture emesse e non pagate. Che il comune di Macomer ha però contestato. Incassare la somma non sarà facile, anche perché il Comune chiede i danni per lo stato in cui sono ridotti locali e impianti sui quali la Gst avrebbe dovuto eseguire le manutenzioni. La controversia tra il comune di Macomer e la società in liquidazione era in un vicolo cieco. I tentativi di chiudere la partita coinvolgendo i soci si sono rivelati infruttuosi. Il comune di Macomer, tra l’altro, per legge non avrebbe potuto intervenire finanziariamente in un’operazione di salvataggio. Nel frattempo la società era stata investita da una valanga di azioni portate avanti dai creditori: i dipendenti, i fornitori ed Equitalia. «Portare i libri contabili in tribunale – ha concluso il liquidatore –, a quel punto era un atto obbligato». (t.g.t.)

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