Bilancio in extremis all’esame dell’aula Il voto a fine mese
di Francesco Pirisi
Il conto è pari a 80 milioni di euro, l’esposizione è di 50 Aumentano i provvedimenti per evitare l’evasione
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NUORO. L’ultimatum imposto dalla Regione ai Comuni inadempienti serve da pungolo anche per l’amministrazione del capoluogo, che ieri ha portato in aula il bilancio annuale. La seduta però è stata limitata all’illustrazione da parte dell’assessore Raffaelina Denti, mentre la discussione e il voto sono spostati al 29 giugno. Scelta di compromesso, considerate le voci di denuncia dell’opposizione sia per i ritardi sul conto economico, sia sull’impossibilità di leggerne con il necessario anticipo tabelle e intendimenti. Le linee e le cifre sono tuttavia già di dominio pubblico. Il conto preventivo è pari a 80 milioni di euro. Nel dettaglio 21 milioni arrivano dalle tasse per i servizi alla cittadinanza, mentre 7 sono di entrate extra-tributarie. I trasferimenti correnti, per lo più garantiti dallo Stato, sono di 19 milioni, con una contrazione di 2 milioni rispetto al 2016. In compenso nell’ultimo anno si registra un aumento dei trasferimenti per investimenti, che passano da 21 a 27 milioni. Finanze che per 45 milioni e 700mila euro sono destinate alle spese correnti e il resto sarà appannaggio delle uscite in conto capitale, ossia per gli investimenti nelle infrastrutture e nei servizi. Voci in entrata e poste di spese alle quali nella prossima seduta si dovrebbe dare un nome e un’identità. Per far fronte alle domande già nel taccuino dei consiglieri, e in particolare dell’opposizione, ieri presente in tutte le sue componenti.
Nell’illustrazione dell’assessore Denti un quadro economico espressione di una situazione di transito verso porti finanziari meno esposti alle fluttuazioni dei conti e alle burrasche legate ai debiti. I concetti di base: «Il bilancio risente sempre delle pesanti esposizioni dell’ente, stimate in circa 50 milioni di euro. Per questo sia nel 2016 sia nell’anno in corso prosegue l’azione di razionalizzazione dei conti, sia con un’oculata politica di spesa, sia con un controllo maggiore delle entrate».
Secondo l’assessore tecnico del bilancio i risultati già si intravvedono: «Questa politica ci ha consentito di evitare nel 2017 l’anticipazione di cassa, molto facile anche perché la prima metà dell’anno è segnata da diverse spese, ma dall’assenza ancora di entrate». Tra le prove della diligenza da buon padre di famiglia, proclamata dall’amministratrice civica, c’è la crescita dei provvedimenti per far fronte all’elusione ed evasione delle tasse (1.730 le ingiunzioni firmate sinora dall’ufficiale comunale per la riscossione), la riduzione della stessa spesa corrente e il taglio dei tempi del pagamento delle imprese, passati dai 105 giorni del 2015 agli 89 attuali. Se c’è una medaglia da appuntare sul petto per il riordino dei conti del municipio Raffaelina Denti forse sceglierebbe quella per la rinegoziazione dei mutui. Sono 47 e costano 5 milioni all’anno tra interessi e ammortamento del capitale: «Pensiamo di dimezzare il carico – ha spiegato – con un accordo con la Cassa depositi e prestiti sui tassi d’interesse, che oggi è intorno all’1,5 per cento, mentre quando sono stati accesi in alcuni casi si arrivava al 6 per cento». L’interesse risparmiato sarebbe spostato per arrivare a una riduzione più veloce delle quote di capitale da restituire all’istituto di credito delle Stato. Stessa filosofia improntata al risparmio per far fronte ai debiti fuori bilancio, per espropri mai saldati e ricorsi di imprese e cittadini, trasformatisi in altrettante sentenze giudiziarie di condanna a pagare gli indennizzi. Tra i primi, i 2 milioni e 600mila euro riconosciuti nel 2015 (arrivati a oltre 3 milioni con le spese legali) e i 5 milioni 800mila per i quali ci sarà il voto del Consiglio comunale entro l’anno.
Nell’illustrazione dell’assessore Denti un quadro economico espressione di una situazione di transito verso porti finanziari meno esposti alle fluttuazioni dei conti e alle burrasche legate ai debiti. I concetti di base: «Il bilancio risente sempre delle pesanti esposizioni dell’ente, stimate in circa 50 milioni di euro. Per questo sia nel 2016 sia nell’anno in corso prosegue l’azione di razionalizzazione dei conti, sia con un’oculata politica di spesa, sia con un controllo maggiore delle entrate».
Secondo l’assessore tecnico del bilancio i risultati già si intravvedono: «Questa politica ci ha consentito di evitare nel 2017 l’anticipazione di cassa, molto facile anche perché la prima metà dell’anno è segnata da diverse spese, ma dall’assenza ancora di entrate». Tra le prove della diligenza da buon padre di famiglia, proclamata dall’amministratrice civica, c’è la crescita dei provvedimenti per far fronte all’elusione ed evasione delle tasse (1.730 le ingiunzioni firmate sinora dall’ufficiale comunale per la riscossione), la riduzione della stessa spesa corrente e il taglio dei tempi del pagamento delle imprese, passati dai 105 giorni del 2015 agli 89 attuali. Se c’è una medaglia da appuntare sul petto per il riordino dei conti del municipio Raffaelina Denti forse sceglierebbe quella per la rinegoziazione dei mutui. Sono 47 e costano 5 milioni all’anno tra interessi e ammortamento del capitale: «Pensiamo di dimezzare il carico – ha spiegato – con un accordo con la Cassa depositi e prestiti sui tassi d’interesse, che oggi è intorno all’1,5 per cento, mentre quando sono stati accesi in alcuni casi si arrivava al 6 per cento». L’interesse risparmiato sarebbe spostato per arrivare a una riduzione più veloce delle quote di capitale da restituire all’istituto di credito delle Stato. Stessa filosofia improntata al risparmio per far fronte ai debiti fuori bilancio, per espropri mai saldati e ricorsi di imprese e cittadini, trasformatisi in altrettante sentenze giudiziarie di condanna a pagare gli indennizzi. Tra i primi, i 2 milioni e 600mila euro riconosciuti nel 2015 (arrivati a oltre 3 milioni con le spese legali) e i 5 milioni 800mila per i quali ci sarà il voto del Consiglio comunale entro l’anno.
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