Camera di commercio Ora c’è l’impegno del consiglio regionale
NUORO. È stata approvata in Consiglio Regionale la mozione delle opposizioni (primo firmatario Luigi Crisponi dei Riformatori) sul paventato accorpamento delle Camere di Commercio. La mozione è stata...
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NUORO. È stata approvata in Consiglio Regionale la mozione delle opposizioni (primo firmatario Luigi Crisponi dei Riformatori) sul paventato accorpamento delle Camere di Commercio. La mozione è stata votata all'unanimità anche dalla maggioranza e impegna la Giunta regionale nel fare muro contro la razionalizzazione del sistema camerale voluta dal Governo nazionale che investirebbe il territorio sardo con il dimezzamento degli attuali quattro enti a soli due da mantenere a Cagliari e Sassari.
Si aprono quindi spiragli per il mantenimento del presidio camerale di Nuoro che come è noto, può da un lato vantare bilanci in ordine e efficienza economico finanziaria e dall'altra fruire del "bonus" riservato ai territori montani delle regioni insulari e carenti di infrastrutture e di collegamenti stradali e ferroviari.
«È un buon passo avanti per salvaguardare le specificità del nostro territorio», ha detto Luigi Crisponi. «Ma ritengo fondamentale – prosegue il consigliere reigionale – non abbassare la guardia e vigilare sul mandato affidato alla Giunta regionale per un confronto duro con il Ministero per lo sviluppo economico, anche con la rivisitazione del quadro normativo, per cui non bisognerà arretrare di un solo passo sulle decisioni assunte oggi in Consiglio regionale». Questo è l'unico modo, ha concluso il consigliere dei Riformatori, per evitare la desertificazione istituzionale del Nuorese.
Il consigliere Crisponi nei giorni scorsi si è mobilitato anche per la salvaguardia del Consorzio agrario nuorese, che dovrebbe chiudere dal primo agosto, contestualmente al trasferimento dei lavoratori alle sedi di Cagliari (per 4 dipendenti) e di Oristano i restanti 10. Amareggia il fatto, dice Crisponi, che il confronto fra azienda e sindacati non abbia minimamente tenuto conto del parere dei lavoratori fortemente contrari alla firma sui processi di mobilità.
Si aprono quindi spiragli per il mantenimento del presidio camerale di Nuoro che come è noto, può da un lato vantare bilanci in ordine e efficienza economico finanziaria e dall'altra fruire del "bonus" riservato ai territori montani delle regioni insulari e carenti di infrastrutture e di collegamenti stradali e ferroviari.
«È un buon passo avanti per salvaguardare le specificità del nostro territorio», ha detto Luigi Crisponi. «Ma ritengo fondamentale – prosegue il consigliere reigionale – non abbassare la guardia e vigilare sul mandato affidato alla Giunta regionale per un confronto duro con il Ministero per lo sviluppo economico, anche con la rivisitazione del quadro normativo, per cui non bisognerà arretrare di un solo passo sulle decisioni assunte oggi in Consiglio regionale». Questo è l'unico modo, ha concluso il consigliere dei Riformatori, per evitare la desertificazione istituzionale del Nuorese.
Il consigliere Crisponi nei giorni scorsi si è mobilitato anche per la salvaguardia del Consorzio agrario nuorese, che dovrebbe chiudere dal primo agosto, contestualmente al trasferimento dei lavoratori alle sedi di Cagliari (per 4 dipendenti) e di Oristano i restanti 10. Amareggia il fatto, dice Crisponi, che il confronto fra azienda e sindacati non abbia minimamente tenuto conto del parere dei lavoratori fortemente contrari alla firma sui processi di mobilità.
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