L’assessore
«Ora basta con gli “spuntini” negli immobili comunali»
NUORO. Risale a circa un anno e mezzo fa la prima ricognizione fatta dall’amministrazione comunale sugli immobili di sua proprietà. «Ci siamo resi conto che da tempo ci sono immobili comunali...
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NUORO. Risale a circa un anno e mezzo fa la prima ricognizione fatta dall’amministrazione comunale sugli immobili di sua proprietà. «Ci siamo resi conto che da tempo ci sono immobili comunali occupati in maniera non adeguata – ha spiegato Raffaellina Denti, assessore comunale al Patrimonio –. L’obiettivo era capire quali strutture erano utilizzate per l’attività didattica e quali invece no – prosegue l’assessore –. Nel corso dell'indagine abbiamo scoperto che molte di queste case venivano utilizzate dalle associazioni folcloristiche per fare “spuntini” e in alcune, come nel caso di via Malta, abbiamo trovato numerose stufette elettriche che venivano attaccate indiscriminatamente senza preoccuparsi dei costi, perché le bollette erano in capo al Comune. Abbiamo registrato consumi esorbitanti di energia elettrica e acqua che queste associazioni durante le loro “prove” hanno consumato. Nei loro confronti l’amministrazione comunale attuerà la cosiddetta rivalsa perché non intende accollare alla comunità questi oneri». E conclude: «Anche i cori sono importanti, ma per loro bisogna trovare una soluzione alternativa e sicuramente più economica per le casse comunali, come ad esempio destinare un immobile ai soli cori cittadini che a rotazione ne possano usufruire liberamente», conclude. Ritornano dunque nella piena gestione del patrimonio comunale le ex case dei custodi non utilizzate della scuola materna “San Pietro” di via Malta, della scuola media nº4 “Furreddu” di via Aosta, della scuola elementare “Calamida” di via Istiritta, del campo scuola, in via Montale. Poi le ex case dei custodi occupate senza titolo: scuola materna “Lanzafame” in via Togliatti, scuola materna San Paolo in via Tempio, scuola elementare Podda, in via Matteotti. Per tutte le altre associazioni l’amministrazione si riserverà di ridefinire un canone equiparato a quello previsto dalla vigente normativa in materia di edilizia residenziale pubblica. (s.v.)
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