Lutto cittadino a Bolotana per il funerale di Baldinu
di Federico Sedda
Torna oggi in paese la salma del giovane centauro morto in un incidente a Orosei La comunità si stringe attorno alla famiglia. Nel pomeriggio l’ultimo viaggio
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BOLOTANA. Al dolore per la morte si è aggiunta l’attesa. Un’attesa infinita per poterlo abbracciare per l’ultima volta, dentro la bara. Giovanni Baldinu, il 33enne morto domenica pomeriggio a Cala Liberotto in un incidente stradale dopo lo scontro tra la sua moto, una Yamaha R1, è un’auto Subaru condotta da turisti svizzeri, tornerà a Bolotana oggi alle 16, proveniente dalla camera mortuaria dell’ospedaledi Nuoro. Tornerà a casa, dopo tre giorni dentro una bara. Tornerà per l’ultima volta alla vigilia della festa di san Pietro, patrono del paese. Una sera, quella di oggi, di vespri e campane. Che prima, però, suoneranno rintocchi di morte. Una sequenza di vita e di angoscia che segnerà i cuori di tutti. Una vigilia di festa listata a lutto per dare l’ultimo saluto a un giovane al quale tutti volevano bene. Oggi sarà lutto cittadino. Lo ha proclamato il neo sindaco, Annalisa Motzo, che oggi, alle 18.30, si insedierà con la sua giunta. Il primo cittadino ha annullato il rinfresco che avrebbe dovuto tenersi dopo la prima seduta del consiglio comunale appena eletto. Dovrebbe tenersi, invece, la sagra dei pesci che si svolge ogni anno alla vigilia della festa di san Pietro. Giovanni, ragazzone di uno e 80, pieno di vita e dal sorriso smagliante, avrebbe voluto così. E che festa sia, seppure in sordina, nel ricordo di un gigante buono. Era abituato alle feste lui, alle sfilate di carnevale e agli avvenimenti di gioia collettiva, ai campeggi estivi in montagna e ai raduni con la moto che tanto amava, alle gite al mare e alle escursioni con gli amici che ora piangono per lui. Tutto postato su facebook. Ma Giovanni amava soprattutto il lavoro. Una tempra d’uomo, la sua, dimostrata fin da giovane quando il lavoro vacillava, all’Agrival, l’azienda dove lavorava. Ma lui non si è scoraggiato. Così di lavoro ne ha cercato e trovato un altro, da camionista, in un’azienda della provincia di Sassari. Lui, unico maschio in una famiglia con madre, Anna Chessa, e due sorelle, Pina e Beatrice, si era rimboccato le maniche fin dalla morte del padre, Salvatore, Baddore, Baldinu, operaio dell’Enichem, grande lavoratore pure lui. Lavoro, moto e amici. Questo il percorso di vita di un giovane che mancherà a tutti.
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