Biblioteca, nove licenziati
di Valeria Gianoglio
E il commissario termina l’incarico. Caccia al sostituto
2 MINUTI DI LETTURA
NUORO. In teoria, avrebbe potuto accedere a un periodo di proroga, ma in queste ore, il commissario pro tempore del Consorzio Satta, Massimo Puggioni, lo ha spiegato in modo chiaro: per diverse ragioni, a cominciare dai numerosi impegni di lavoro e consulenze che lo attendono, non può e non ha intenzione di proseguire il suo incarico al di là della scadenza naturale del 30 giugno. E per quanto ha fatto finora, ha deciso di rinunciare all’indennità. Da domani, dunque, la biblioteca Satta non avrà più Puggioni come commissario, e si riaprirà la partita per cercarne uno nuovo e con esso agguantare finalmente gli obiettivi del bilancio e dei nuovi appalti per i servizi che finora sono restati un miraggio e hanno creato parecchi malumori e polemiche. «Ora Comune e Provincia si devono rivedere per cercare un nuovo nome – spiega l’assessore comunale alla Cultura, Sebastian Cocco – un nome che possa continuare il lavoro prezioso svolto in questi mesi da Massimo Puggioni. L’obiettivo finale è sempre quello di superare la fase commissariale e di ripristinare gli organi statutari. E non è neanche detto che il Consorzio debba conservare questa forma: l’associazione bibliotecaria italiana ci ha dato la sua disponibilità per studiare una nuova configurazione della biblioteca e della sua rete, rapportandola ai tempi attuali».
E se per il commissario, dunque, da domani si riaprono ufficialmente la partita e la caccia al nuovo nome, negli ultimi giorni arrivano novità anche sul fronte dei lavoratori che fino alla passata primavera prestavano i loro servizi all’interno della biblioteca Satta. Proprio in queste ore, infatti, sono partite le lettere di licenziamento per i 9 dipendenti della cooperativa di servizi bibliotecari che fino a qualche mese fa erano in forze alla Satta grazie a un appalto. «La cooperativa non aveva altra scelta: il licenziamento è l’unico modo per permettere ai lavoratori di accedere agli ammortizzatori sociali – spiega il presidente provinciale di Legacoop, Totoni Sanna – ma in ogni caso questa vicenda più di altre mette sotto gli occhi di tutti la difficoltà da parte del Comune, malgrado gli sforzi, di mantenere i gioielli di famiglia come la Satta. Per questo, dico, che sarebbe meglio riaprire il dialogo con la Regione e vedere se può prendere lei, la titolarità della Satta. Perché davvero non si può andare avanti in questo modo».
E se per il commissario, dunque, da domani si riaprono ufficialmente la partita e la caccia al nuovo nome, negli ultimi giorni arrivano novità anche sul fronte dei lavoratori che fino alla passata primavera prestavano i loro servizi all’interno della biblioteca Satta. Proprio in queste ore, infatti, sono partite le lettere di licenziamento per i 9 dipendenti della cooperativa di servizi bibliotecari che fino a qualche mese fa erano in forze alla Satta grazie a un appalto. «La cooperativa non aveva altra scelta: il licenziamento è l’unico modo per permettere ai lavoratori di accedere agli ammortizzatori sociali – spiega il presidente provinciale di Legacoop, Totoni Sanna – ma in ogni caso questa vicenda più di altre mette sotto gli occhi di tutti la difficoltà da parte del Comune, malgrado gli sforzi, di mantenere i gioielli di famiglia come la Satta. Per questo, dico, che sarebbe meglio riaprire il dialogo con la Regione e vedere se può prendere lei, la titolarità della Satta. Perché davvero non si può andare avanti in questo modo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
