il gruppo bendas
Gli sfrattati «Ci dissero: solo voi pagate, state tranquilli»
NUORO. Il presidente dell'associazione folcloristica Bendas, Giampaolo Caldino, chiarisce alcuni punti. «L’associazione Bendas non ha mai occupato abusivamente alcunché . A tal proposito vorrei...
2 MINUTI DI LETTURA
NUORO. Il presidente dell'associazione folcloristica Bendas, Giampaolo Caldino, chiarisce alcuni punti. «L’associazione Bendas non ha mai occupato abusivamente alcunché . A tal proposito vorrei ricordare un incontro avvenuto a marzo scorso in Comune dove abbiamo illustrato il regolare titolo che ci legittimava e le condizioni d’uso del locale, tutto nel rispetto delle regole. L’incontro si chiuse con la presa d’atto del Comune e con la dichiarazione “siete in una botte di ferro anche perché siete gli unici che pagano qualcosa”. Resta il fatto che in questi mesi non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione o preavviso che ci informasse della decisione presa, inoltre il locale a noi affidato non rientra nell’elenco di cui alla deliberazione comunale citata, fra le “ex case dei custodi non utilizzate ed immediatamente disponibili” in quanto non si tratta di ex casa di custode e comunque, come detto, utilizzato sulla base di regolare affidamento e pertanto non disponibile».
«Circa le dichiarazioni dell’assessore Denti – prosegue Caldino – se da un lato mostra di non conoscere affatto il mondo del folclore affermando anche di voler concentrare prove e presenze a rotazione, dall’altro muove stravaganti e scomposte accuse. Per quanto ci riguarda specifichiamo: nella sede nessuno “spuntino”, nessuna stufetta elettrica e nessun aggravio alle casse comunali, anzi, abbiamo sostenuto spese di tasca per la manutenzione. Teniamo a dire che siamo parte lesa in quanto titolari di legittimo affidamento e privati della disponibilità della sede in modo fraudolento e illegale, e non tolleriamo accuse infondate e ingenerose», conclude Caldino. (s.t.)
«Circa le dichiarazioni dell’assessore Denti – prosegue Caldino – se da un lato mostra di non conoscere affatto il mondo del folclore affermando anche di voler concentrare prove e presenze a rotazione, dall’altro muove stravaganti e scomposte accuse. Per quanto ci riguarda specifichiamo: nella sede nessuno “spuntino”, nessuna stufetta elettrica e nessun aggravio alle casse comunali, anzi, abbiamo sostenuto spese di tasca per la manutenzione. Teniamo a dire che siamo parte lesa in quanto titolari di legittimo affidamento e privati della disponibilità della sede in modo fraudolento e illegale, e non tolleriamo accuse infondate e ingenerose», conclude Caldino. (s.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google