La Nuova Sardegna

Nuoro

Sanità, sciopero generale: «L’Assl 3 in prima fila»

di Francesco Pirisi
Sanità, sciopero generale: «L’Assl 3 in prima fila»

Annunciato dai sindacalisti Fronteddu (Cgil), Mustaro (Cisl) e Orecchioni (Uil) «In tutta la provincia organici ridotti e strutture periferiche destinate a sparire»

3 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Giovedì la sanità sarda rinnova il suo atto di protesta contro le linee di riforma del settore da parte della Regione e le carenze negli organici. Nuoro e il territorio saranno uno degli epicentri dell’agitazione. Lo confermano in una nota diffusa ieri i segretari di categoria Sandro Fronteddu (Cgil), Giorgio Mustaro (Cisl) e Aurelia Orecchioni (Uil), dove si annuncia appunto la giornata di sciopero. Nota che ha tra i destinatari, oltre alla comunità, i sindaci, il commissario della Provincia, i parlamentari e consiglieri regionali eletti nel territorio. Li si vuole a fianco in una vertenza nella quale si considera in ballo il futuro della sanità e la possibilità per la popolazione della provincia di contare su un servizio primario di qualità e vicino alle necessità quotidiane. La china, per i sindacati, non è quella auspicata e la conferma negativa sarebbe nelle scelte di riforma della rete ospedaliera, attualmente all’esame del Consiglio regionale. I motivi sono molteplici. Li riepiloga proprio la lettera aperta dei segretari confederali ai rappresentanti istituzionali: «I fatti ci raccontano di un territorio desertificato, con strutture periferiche avviate su un binario morto e incapaci di fronteggiare i bisogni degli utenti. Per quanto riguarda i presidi cittadini, si assiste a una carenza negli organici del 35 per cento e un’emergenza continua sulle spalle del personale in attività, che per di più ha un’età media di oltre 50 anni». Da qui una serie di conseguenza, scrivono Fronteddu, Mustaro e Orecchioni, tra le quali «le liste di attesa ormai interminabili, oltre alle difficoltà e ai rischi di una risposta non in linea con le necessità legate alla salute». Tra le cause viene indicato al primo posto l’allentamento della presenza dei servizi nel territorio, «dove è stata smantellata la rete di presidi, con il blocco del turn-over. Questo ha determinato un aumento delle richieste di cure nell’unica struttura (l’ospedale San Francesco, ndc) in grado di dare risposte». Sotto la lente di controllo dei rappresentanti delle tre sigle sindacali ora c’è il riordino della rete ospedaliera. L’ultimo motivo di allarme, scrivono ancora da Nuoro Fronteddu, Mustaro e Orecchioni: «Per questo abbiamo riproposto il tema sui rischi della riforma complessiva, e in particolare sulle conseguenze per il nostro territorio, denunciati peraltro sin dall’avvio del nuovo corso della sanità». Sulle varie questioni è stata predisposta dall’anno passato una piattaforma di richieste nei confronti della Regione, rappresentata dall’assessore della Sanità, Luigi Arru, dal governatore Francesco Pigliaru, e nell’ultima fase da Fulvio Moirano, direttore dell’Ats, l’Azienda per la tutela della salute. Ma i risultati sono stati considerati del tutto insoddisfacenti. A tal punto da giocare le carte rimanenti proprio sull’azione politica di Comuni e Provincia, insieme con i rappresentanti alla Regione e in Parlamento. Tutti li si vogliono partecipi il 6 luglio, in una giornata guardata anche come uno snodo per il futuro civile del Nuorese.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative