Macomer, il carcere ospiterà i migranti Infuria la polemica
di Piero Marongiu
Il sindaco: «Ci fa piacere che la struttura venga riaperta» L’opposizione: «Il Consiglio comunale è all’oscuro di tutto»
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MACOMER. I sopralluoghi effettuati nei giorni scorsi nell’ex carcere di Sertinu dal sindaco Antonio Succu, il vice sindaco Rossana Ledda e l’assessore Marco Manus (ma l’indiscrezione non è confermata) indicherebbero la struttura di Macomer idonea a ospitare il Centro Permanente per il Rimpatrio (CPR). Dopo l’allungamento dei tempi necessari all’apertura dell’ex carcere di Iglesias, indicato in un primo momento, sarebbe quindi Macomer a ospitare i migranti in attesa di rimpatrio. Lo stesso sindaco Antonio Succu, sulla questione, ha confermato l’interesse verso l’ex carcere di Macomer, chiuso nel 2014, da parte della Regione. «La proposta arrivata dalla Regione Sardegna – ha detto Succu, parlando alla stampa –, visto che si tratta di un centro di detenzione, così ci è stato spiegato, purché ci metta al riparo dai centri di accoglienza straordinari, può essere accolta. Ci fa piacere che la struttura venga riaperta, anche perché la sua chiusura creò molti malumori in città. Allo stesso tempo, grazie alla clausola di salvaguardia che ci mette al riparo dall’apertura di un centro di accoglienza, siamo certi dello scopo per cui sarà utilizzata». Ma l’opposizione consiliare non è dello stesso avviso del sindaco, ed esprime la propria contrarietà attraverso una nota a firma di Federico Castori, Riccardo Uda, Peppino Pirisi, Giuseppe Ledda e Rita Atzori. «La vicenda del CPR individuato nella struttura dell’ex carcere di Macomer e che potrebbe ospitare fino a 150 immigrati in attesa di rimpatrio (come previsto dal decreto 13 del 17 febbraio scorso, modificato successivamente con col decreto Minniti e Orlando), sta creando preoccupazione e disappunto nella città. Neppure un mese fa si è trattato l’argomento accoglienza migranti e nulla è stato detto sul tema CPR dal Sindaco, così come nessuna comunicazione è stata data nel Consiglio comunale di appena due settimane fa. Ci pare di capire dalle parole dello stesso Sindaco – scrivono i consiglieri di minoranza – che in quei giorni era già tutto deciso. Siamo stati presi in giro, e con noi tutta la comunità macomerese. Il Sindaco non è il proprietario della città e non può prendere certe decisioni in totale assenza di trasparenza e condivisione con la popolazione. Si diceva a gran voce, e sbattendo i pugni sul tavolo, che mai il carcere sarebbe stato usato per i migranti. Cosa ha fatto cambiare idea al Sindaco? Cos’altro dobbiamo aspettarci da questa amministrazione a pochi mesi dalla scadenza del mandato? Chiediamo che venga convocato con urgenza un consiglio comunale per parlare dell’argomento e informare la comunità. Un commento scritto sul social definisce, ironicamente, quanto detto dal sindaco «parole rassicuranti, come quelle dette in tutte le città italiane che stanno provando sulla propria pelle le conseguenze di quella, che viene definita, una mangiatoia».
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