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Nuoro

Alluvione, i familiari delle vittime aspetteranno ancora l’indennizzo 

di Giusy Ferreli
Alluvione, i familiari delle vittime aspetteranno ancora l’indennizzo 

Il tribunale delle acque ha stabilito il risarcimento ai parenti di Assunta Bidotti e Francesca Longoni Ma Comune di Villagrande, Regione e ministero devono trovare l’accordo sui tempi del pagamento 

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VILLAGRANDE STRISAILI. I familiari della piccola Francesca Longoni e della nonna Assunta Bidotti dovranno attendere ancora. L'udienza, che ieri mattina si è svolta a Cagliari avrebbe dovuto sancire l’immediata esecutività della sentenza con la quale la sezione civile del Tribunale delle acque presso la Corte d’appello lo scorso maggio ha condannato il comune di VillagrandeRisar, la Regione e Ministero delle infrastrutture a risarcire i familiari delle due vittime dell’alluvione del 6 dicembre 2004.

Ma la decisione è stata rinviata di una settimana per consentire una trattativa tra le parti. Il giudice ha concesso sette giorni di tempo per verificare se esistono i margini per un accordo sui tempi del pagamento. Della vicenda si è occupato l’avvocato Costantino Murgia, legale della famiglia Longoni, che ieri era in aula con gli avvocati delle tre controparti. «Non ci opponiamo alla possibilità di negoziare un accordo e siamo favorevoli all’ipotesi di un anticipo sul risarcimento» fa sapere l’avvocato Murgia. La morte della bimba e della nonna, che quando vennero travolte da un marea di melma e detriti avevano rispettivamente 3 e 69 anni, rimane come un ferita indelebile nel cuore della comunità villagrandese. Il verdetto ha sancito, dopo 13 anni, le responsabilità e stabilito un maxi risarcimento di oltre due milioni di euro ai familiari delle vittime dell’alluvione che andranno a rifondere i danni materiali e morali subiti dai parenti delle vittime. Ma i problemi non mancano, a partire dal fatto che nelle casse del Comune non ci siano soldi. Ieri a Cagliari l’amministrazione comunale, rappresentata dall’avvocato Paolo Demuro si è opposta assieme a Stato e Regione, all’immediata esecutività. Sin da subito, alla notizia della sentenza, il sindaco Giuseppe Loi aveva dichiarato di non poter far fronte al risarcimento che andrà ai genitori della piccola Francesca, Gianfelice Longoni e Antonietta Lotto, e al fratello, Leonardo nonché ai quattro figli di Assunta, Maria Barbara, Angelo Mario, Giampaolo e Basilio Lotto. I giudici nella sentenza hanno ritenuto che le tre parti abbiano avuto «condotte commissive ed omissive poste in essere per la progettazione realizzazione e manutenzione di alcune opere pubbliche». In particolare per i lavori di tombinatura di due fiumi.

«Le acque dei fiumi Figu Niedda e Bau 'e Porcos – si legge nelle motivazioni del dispositivo – non potendo defluire nei rispettivi scatolari a causa della ridotta sezione degli stessi rispetto all’alveo, si erano incanalate nel vico Cesare Battisti investendo l’abitazione, la Bidotti e la nipotina che erano state trascinate fuori dall’abitazione a sua volta gravemente danneggiata». Il processo civile intentato dai familiari delle vittime si è chiuso con queste tre condanne, quello penale no. Tutti gli imputati sono stati assolti sia in primo sia in secondo grado

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