incontro al museo del costume
Allevatori e agricoltori Copagri oggi in assemblea
NUORO. Oggi, alle 10, nella sala congressi del museo del Costume gli agricoltori e allevatori della Copagri si incontreranno per la loro assemblea regionale, organizzata per dare voce al profondo...
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NUORO. Oggi, alle 10, nella sala congressi del museo del Costume gli agricoltori e allevatori della Copagri si incontreranno per la loro assemblea regionale, organizzata per dare voce al profondo malcontento delle campagne e per fare il punto sull’avvio di iniziative da intraprendere per sollecitare la soluzione di tante situazioni critiche. All’incontro sono stati invitati a partecipare anche i sindaci e i rappresentanti delle organizzazioni agricole Cia, Confagricoltura Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare e Agci Agrital, componenti, insieme alla Copagri – dell’aggregazione Agrinsieme.
«Basta promesse – scrive la Copagri – è ora di cambiare! Non vogliamo morire aspettando la rinascita della Sardegna. L’agricoltura e la pastorizia sarde sono in ginocchio a causa di prezzi alla produzione che non coprono nemmeno i costi, come dimostrano i prezzi del latte ovino, delle carni ovine, del grano duro, alle difficoltà di mercato si sono aggiunte calamità come le nevicate invernali, alluvioni, gelate primaverili e, ultimamente, la siccità. A fronte di tutto questo si registrano complicanze e ritardi ingiustificabili nell’erogazione degli aiuti comunitari per l’inefficienza di agea. Ma i problemi segnalati dalla categoria non si fermano qui: «la crisi del comparto ovicaprino è lungi dall’esse re risolta; i pastori in due anni hanno visto il loro reddito ridursi del 40 o 50 per cento».
Tra le proposte che l’associazione, guidata nel territorio da Giampaolo Sanna, individuano per superare la crisi, c’è anche il fatto che «l’Unione europea riconosca lo stato di insularità della Sardegna e disponga l’obbligo di etichette trasparenti con chiaro riferimento all’origine delle materie prime».
«Basta promesse – scrive la Copagri – è ora di cambiare! Non vogliamo morire aspettando la rinascita della Sardegna. L’agricoltura e la pastorizia sarde sono in ginocchio a causa di prezzi alla produzione che non coprono nemmeno i costi, come dimostrano i prezzi del latte ovino, delle carni ovine, del grano duro, alle difficoltà di mercato si sono aggiunte calamità come le nevicate invernali, alluvioni, gelate primaverili e, ultimamente, la siccità. A fronte di tutto questo si registrano complicanze e ritardi ingiustificabili nell’erogazione degli aiuti comunitari per l’inefficienza di agea. Ma i problemi segnalati dalla categoria non si fermano qui: «la crisi del comparto ovicaprino è lungi dall’esse re risolta; i pastori in due anni hanno visto il loro reddito ridursi del 40 o 50 per cento».
Tra le proposte che l’associazione, guidata nel territorio da Giampaolo Sanna, individuano per superare la crisi, c’è anche il fatto che «l’Unione europea riconosca lo stato di insularità della Sardegna e disponga l’obbligo di etichette trasparenti con chiaro riferimento all’origine delle materie prime».
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