La Nuova Sardegna

Nuoro

«No alla riforma sanitaria L’ospedale va tutelato»

di Giusy Ferreli

La protesta dei sindaci ogliastrini: «Vogliamo una struttura di primo livello Siamo pronti a dare battaglia. Abbiamo già chiesto un incontro all’assessore»

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LANUSEI. La Riforma della rete ospedaliera sarda è una pentola in ebollizione pronta a d esplodere: l’argomento è di quelli da prendere con le pinze e i territori, a partire dall’Ogliastra, sono in subbuglio. Sarà anche per evitare che il voto si trasformi in un Vietnam per la maggioranza di centrosinistra (che peraltro già registra le prime defezioni), che la scadenza per la presentazione degli emendamenti è slittata a domani alle 16. Il termine ultimo era stato fissato per ieri alla stessa ora ma è saltato. E questi due giorni consentiranno di riallacciare il dialogo che è venuto mancare tra Regione e territori su una riorganizzazione degli ospedali isolani che, di fatto, è avversata da tutti i sindaci.

Questo rinvio ci fa molto piacere perché si potrà avere una intelocuzione diretta con la commissione sanità», commenta il sindaco di Ilbono Andrea Piroddi, del direttivo Anci e a capo del Dipartimento sulla Sanità regionale che, reduce dalla riunione dell’associazione ad Oristano, è pronto alla battaglia. Uno dei suoi primi obiettivi è quello di sapere quali e quanti emendamenti siano già stati depositati in Commissione Sanità che, a breve, dovrebbe licenziare la proposta di legge. «Per ciò che riguarda il nostro ospedale non abbiamo chiesto nulla di più rispetto a quanto già abbiamo, ma su questo punteremo i piedi» incalza il primo cittadino di Ilbono che parla in veste di presidente dell’Unione dei comuni d'Ogliastra. Una lotta condivisa dal suo collega di Lanusei, Davide Burchi, che ha sempre dichiarato di non poter accettare che venga sottratto anche un solo servizio al Nostra signora della Mercede. Per Piroddi, fermo restando che la Riforma è necessaria e che lo sforzo contro gli sprechi e l’inefficienza della sanità regionale rimangono obiettivi fondamentali, al pari della spesa farmaceutica che deve essere monitorata, bisogna tener conto dei territori marginali e anche se abbiamo pochi abitanti, ci sono un milione e mezzo di presenze turistiche. «Ci serve un ospedale di primo livello», conclude Piroddi. «Il punto è politico – commenta il primo cittadino di Lanusei – i sindaci hanno assunto una posizione chiara contenuta in un documento. Ora sta a Regione, assessore, commissione e consiglio di prendere atto di quello che chiedono, a partire da un tavolo di confronto con gli enti locali». Ora tutto è affidato alle sottili arti della diplomazia. Una volta emerso in maniera inequivocabile che il fronte dei sindaci è contrario alla Riforma, così come è stata disegnata dall’assessore Luigi Arru, e che anche i consiglieri regionali sono sul piede di guerra, la strada della mediazione sembra obbligata. Il rischio? Che la riorganizzazione della rete ospedaliera non passi affatto, sancendo anzitempo la fine di una legislatura che, pur tra mille intoppi, è riuscita ad andare avanti.

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