La Nuova Sardegna

Nuoro

Macomer, migranti nell’ex carcere Duello al vetriolo Succu-Falchi

di Piero Marongiu
Macomer, migranti nell’ex carcere Duello al vetriolo Succu-Falchi

Monta la polemica sull’ipotesi di riapertura della vecchia struttura penitenziaria a Bonu Trau Botta e risposta tra il primo cittadino e l’esponente del Movimento cristiano forza popolare

3 MINUTI DI LETTURA





MACOMER. Non si è fatta attendere la replica di Gina Falchi (che qualche giorno fa era intervenuta nella vicenda che riguarda l’ipotesi di riapertura dell’ex carcere cittadino per centro regionale per i rimpatri dei migranti non aventi diritto di asilo) nei confronti del sindaco Antonio Succu che all’accusa di non aver sentito i suoi concittadini prima di decidere sull’impiego della struttura e soprattutto per aver dichiarato che «la signora Falchi parla a titolo personale, visto che le decisioni riguardo gli indirizzi politici della città, vengono presi nell’aula consiliare dai cittadini scelti dagli elettori».

«Sindaco Succu, non sia permaloso e rispetti il pensiero dei cittadini – esordisce Gina Falchi, che ribadisce di parlare a nome del Movimento cristiano forza popolare che rappresenta in città e in qualità di candidata alla carica di sindaco per le amministrative del prossimo anno –. Non mi sconcerta il tono di tracotante supponenza, tipico della parte politica del governo nazionale e regionale con cui anche questa amministrazione macomerese è andata fino ad oggi a braccetto, con cui il sindaco mi accusa di “cavalcare maldestramente le paure della gente”, tacciandomi di razzismo. Rispedisco al mittente tali infamanti accuse e ricordo al signor sindaco che non parlo in rappresentanza di me stessa, ma che quando esprimo la mia posizione lo faccio in qualità di cittadino e di responsabile regionale scuola e cultura del Movimento cristiano forza popolare, e oggi anche come esponente del patto federativo Sardegna popolare. Pertanto la invito ad avere più rispetto nei confronti della sottoscritta e del movimento politico che rappresento». Chiede rispetto Gina Falchi, quello dovuto a ogni cittadino, e rimarca di parlare a nome di tanti macomeresi che non si sentono rappresentati da chi amministra attualmente la città. Alle accuse di razzismo replica dicendo: «Dal momento che il vento sta cambiando e che rappresento un Movimento che si fa portavoce delle idee della gente, tacciando di razzismo la sottoscritta, si tacciano di razzismo anche tutti quei cittadini di Macomer che esprimono parere opposto rispetto alle politiche che si stanno attuando in merito all’immigrazione». Non ha gradito neppure il riferimento alla strumentalizzazione della vicenda, definendo «vera strumentalizzazione quella di far leva sulla riapertura del carcere», che, secondo Falchi, adesso non avrebbe le stesse caratteristiche che aveva al momento della chiusura. «I 15 posti di lavoro previsti – spiega – non sono i 60 garantiti fino alla chiusura del carcere, e poi mi chiedo secondo quali modalità e criteri si individueranno questi 15 esperti, a meno che non sia, questo sì, un modo per raccattare qualche voto. Rispedisce al mittente anche i richiami all’accoglienza tanto cara a papa Francesco: «Si risparmi la lezione di catechismo. I migranti non sono la soluzione ai gravi problemi di Macomer».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative