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Nuoro

Udienza rovente Scontro in aula sulla lista dei testi

Udienza rovente Scontro in aula sulla lista dei testi

Il pubblico ministero ha chiesto di sfoltire l’elenco dei 300 La difesa: «Sono tutti importanti». La Corte si è riservata

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NUORO. La tensione era palpabile, la calma soltanto apparente. E infatti alla prima occasione, gli animi in aula si sono scaldati e i toni delle voci degli avvocati sono saliti alle stelle. Motivo dello scontro più acceso è stata la lista dei testimoni presentata dalla difesa: 270.

Era cominciata con la lettura delle decisioni della Corte d’assise, da parte del presidente Giorgio Cannas, a latere Antonella Useli Bacchitta, l’udienza del processo per il delitto di Gianluca Monni, 18 anni, di Orune, assassinato con tre fucilate l’8 maggio 2015 nella via principale di Orune mentre aspettava il pullman per andare a scuola, e per la scomparsa di Stefano Masala, 30 anni, di Nule, di cui non è più saputo nulla dalla sera del 7 maggio 2015 quando era stato visto alla guida della sua auto, un’Opel Corsa grigia, utilizzata il giorno seguente dai killer per il delitto di Orune. La Corte ha rigettato tutte le istanze presentate dagli avvocati Mattia Doneddu e Patrizio Rovelli, difensori di Alberto Cubeddu, 21 anni, di Ozieri, l’unico imputato per i due omicidi. E dall’avvocato Agostinangelo Marras, difensore di Francesco Pinna, lo zio di Paolo Pinna, il diciottenne condannato al massimo della pena (20 anni) dal Tribunale dei minori per i due delitti, accusato di minacce.

A quel punto, il processo è ripartito. Ancora schermaglie procedurali e gli interventi del pubblico ministero Andrea Vacca seguito da quelli degli avvocati di parte civile, Rinaldo Lai, Antonello Cau, Margherita Baragliu, Angelo Magliocchetti e Caterina Zoroddu. Ribattuti punto su punto dai difensori di Cubeddu. I toni sono saliti al termine della richiesta del pm di sfoltire la lista dei testimoni della difesa. Una richiesta sostenuta anche dalle parti civili che hanno ritenuto privi di importanza un nutrito numero di persone dell’elenco.

Richiesta che i difensori hanno invece ritenuto infondata. Sia l’avvocato Mattia Doneddu, sia l’avvocato Patrizio Rovelli hanno ribadito l’importanza delle testimonianze e rafforzato le loro tesi spiegando dettagliatamente i motivi della citazione. Le continue interruzioni hanno però fatto innervosire i difensori che hanno replicato a muso duro: «Siamo qui per un processo a un giovane di 22 anni accusato ingiustamente di un delitto che non ha commesso – hanno sostenuto Rovelli e Doneddu –. E le testimonianze serviranno proprio per dimostrare la sua innocenza».Una parola che ha provocato qualche mugugno tra il pubblico in aula. Subito stoppato dal presidente Giorgio Cannas che si è riservato la decisione sulla lista per la prossima udienza del 27 luglio quando in aula dovrà comparire anche il perito Salvatore Sanna al quale saranno affidati gli esami delle intercettazioni. (plp)

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