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Nuoro

Alluvione, il risarcimento può attendere

di Giusy Ferreli
Alluvione, il risarcimento può attendere

Villagrande, nuove trattative tra le parti prima che diventino esecutivi i rimborsi per le vittime

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VILLAGRANDE STRISAILI. La lunga e dolorosa vicenda giudiziaria culminata con il risarcimento ai familiari delle vittime dell'alluvione di Villagrande Strisaili non si è ancora conclusa. L'udienza che si è celebrata ieri mattina a Cagliari, per sancire l'immediata esecutività, ha lasciato ulteriori margini di confronto tra le controparti. Con posizioni diversificate . Perché Regione e comune di Villagrande (che assieme al ministero delle Infrastrutture erano stati condannati a risarcire i congiunti della piccola Francesca Longoni e della nonna Assunta Bidotti ,scomparse tragicamente il 6 dicembre 2004) si sono presentati al Tribunale delle acque presso la Corte d'appello seguendo due linee di condotta. L’amministrazione regionale, dopo la settimana concessa dalla corte, che aveva dato del tempo per trovare un accordo, si è detta favorevole al pagamento di un anticipo. L’amministrazione comunale guidata da Giuseppe Loi, tramite il suo legale, l'avvocato Paolo Demuro, ha sostenuto che l'ente è impossibilitato a far fronte all'impegno.

Così, prima che scatti l’esecutività, ci sarà ancora un piccolo margine di trattative con il Comune. Quest'ulteriore capitolo si aggiunge al lungo iter giudiziario che ha portato alla sentenza, depositato lo scorso maggio,dal Tribunale del capoluogo. La corte ha ritenuto fondate le ragioni dei familiari che avevano fatto causa a Stato Regione e Comune, stabilendo la cifra complessiva del risarcimento di oltre due milioni di euro. Beneficiari il padre e la madre della piccola Francesca, Gian Felice Longoni (423mila euro) e Antonietta Lotto (643mila euro), il fratello Leonardo Longoni (42mila euro) e i figli di Assunta Bidotti: Antonietta, Angelo Mario, Basilio, Giampaolo e Maria Barbara. La sentenza ha stabilito che ci furono "condotte commissive e omissive poste in essere per la progettazione realizzazione e manutenzione di alcune opere pubbliche" da parte dei tre livelli istituzionali che portarono alla morte della bimba di 3 anni e dell'anziana donna di 69. “Le acque dei fiumi Figu Niedda e bau 'e Porcos - scrissero a maggio i giudici - non potendo defluire nei rispettivi scatolari a causa della ridotta sezione degli stessi rispetto all'alveo, si erano incanalate nel vico Cesare Battisti investendo l'abitazione”.

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