La Nuova Sardegna

Nuoro

Contratto Forestas, nodo inquadramento ancora da sciogliere

di Francesco Pirisi

Incontri a Cagliari per risolvere i problemi dei lavoratori I sindacati chiedono soprattutto il rispetto delle mansioni

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NUORO. Nuova riunione oggi in Consiglio regionale per il futuro di Forestas, divisa tra il presente nei ranghi del contratto dei lavoratori idraulico-forestali e il futuro pensato come dipendenti pubblici. L’amministratore unico dell’Agenzia, Giuseppe Pulina e la direzione dell’Inps incontreranno i componenti della prima commissione (Autonomia e Personale) e i capigruppo consiliari. Audizione preceduta dal confronto con i sindacati, rappresentati dai segretari regionali confederali e di categoria. L’obiettivo è di trovare un percorso legislativo per il nuovo inquadramento contrattuale dei 6mila dipendenti, 1250 dei quali fanno capo al servizio di Nuoro.

In campo due soluzioni con altrettante proposte di legge, una per la maggioranza di centro-sinistra e l’altra per l’opposizione di centro-destra. Entrambe aprono le porte al contratto collettivo regionale (Ccrl) per tutti i dipendenti, con l’abbandono della disciplina nazionale per i lavoratori del sistema idraulico-forestale, utilizzata sinora. Il percorso tuttavia non risulta praticabile con semplicità sotto l’aspetto normativo. Lo spiegano i segretari provinciali di categoria Emanuela Calvisi (Flai Cgil), Nicola Gaddone (Fai Cisl) e Riccardo Costaggiu (Uila). I punti nodali: «Nel cambio tutti i dipendenti devono poter contare sul contratto del ruolo unico regionale, dai dirigenti agli operai. L’operazione però ha un costo per la Regione, che ha pensato invece a un cambio di inquadramento a “costo zero”. Rispetto al passato e al contratto storico, infatti, verrebbe meno la defiscalizzazione del 75 per cento nella previdenza sempre in vigore per gli operai, che sono la parte preponderante nel settore».

L’altro nodo, evidenziato dai tre segretari nuoresi e che la norma in discussione dovrebbe superare, riguarda i lavoratori a tempo determinato, oggi 1650. Perché, spiegano Calvisi, Gaddone e Costaggiu «per loro una delle due proposte di legge prevede un part-time verticale di sei mesi. Ma non si parla della copertura, con l’assegno di disoccupazione ora in vigore, per il periodo di inattività. Certo, il problema sarebbe superato se l’agenzia dovesse decidere di stabilizzare il personale stagionale, come viene chiesto da tempo». Tra le questioni da risolvere, a detta dei sindacati, anche la gestione dei tempi morti nel lavoro dei cantieri, causati dal cattivo tempo, e per i quali viene da sempre in aiuto la Cisoa, la cassintegrazione in agricoltura.

Altro aspetto. Il profilo degli operai, e il cambio di contratto, viene richiamato dai segretari di categoria della provincia di Nuoro, riguardo alla scelta sull’inquadramento: «Negli organici regionali la divisione è in categorie, là dove invece nell’attuale contratto nazionale vigono i livelli. Il rischio è che gli operai siano inquadrati nella categoria “A”, quella più bassa, come lavoratori manuali. Scelta inaccettabile se si pensa alle molteplici professionalità di cui è dotato il personale che opera nei cantieri». Sciolti i nodi, Calvisi, Gaddone e Costaggiu ritengono che si possa firmare il cambio contrattuale. «Chi, alla Regione, ha garantito sulla nuova scelta contrattuale, oggi deve trovare le soluzioni normative giuste, con una formula in grado di superare anche i limiti delle leggi nazionali, sia sul pubblico impiego, sia per la disciplina del settore agro-forestale».

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