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Nuoro

«No al taglio dei servizi sociali» Venti sindaci sul piede di guerra

«No al taglio dei servizi sociali» Venti sindaci sul piede di guerra

Incontro fra primi cittadini del distretto Plus: «A rischio l’assistenza a disabili, anziani e minori» «La Regione ha tagliato i fondi di 500mila euro negli ultimi quattro anni, non ce la facciamo più»

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NUORO. «Basta con i tagli ai servizi sociali. Sostenere i più deboli, gli anziani, i disabili e i minori, è una questione di giustizia». I sindaci del distretto Plus di Nuoro (che raggruppa venti comuni del territorio) sono sul piede di guerra. La Regione, dal 2013 al 2017, ha sforbiciato i fondi per i servizi sociali: da 1 milione e 360mila del 2013 si è scesi a 834mila euro nel 2017. «Un taglio di 500mila euro che mette in discussione l’assistenza alle persone che ne hanno bisogno – ha detto il sindaco di Nuoro, Andrea Soddu, che ieri ha convocato in municipio i suoi omologhi – La conseguenza sarà una riduzione dei servizi perché le amministrazioni, con la crisi dei bilanci comunali, non hanno le disponibilità finanziarie per integrare i fondi».

I sindaci hanno scritto al presidente della commissione regionale della Sanità, Raimondo Perra, per chiedere l’integrazione dei fondi. «Ma ancora non abbiamo ricevuto risposta – ha precisato Soddu – Forse non hanno capito che si tratta non solo di una questione di giustizia ma anche di buon senso: se si riducono i fondi per l’assistenza domiciliare a disabili e anziani è evidente che queste persone si rivolgeranno alla rete ospedalieria col rischio di far esplodere la spesa sanitaria, già elevata in Sardegna». Il Plus del distretto di Nuoro serve un bacino d’utenza di 80mila persone. «Le persone che hanno bisogno di assistenza domiciliare aumentano di anno in anno, anche a causa dell’invecchiamento della popolazione – hanno ricordato i sindaci – Per questo è assurdo che la Regione tagli i fondi all’assistenza sociale». Fondi di cui i comuni non possono fare a meno. «I comuni stanno vivendo una crisi profondissima – ha sottolineato Luciano Barone, sindaco di Mamoiada – Negli ultimi anni i continui tagli ai trasferimenti da parte dello Stato e della Regione hanno limitato l’azione delle amministrazioni. Non riusciamo più a dare risposte ai cittadini. Abbiamo serie difficoltà, non ce la facciamo più». Come se non bastasse a tutto ciò si è aggiunta l’emergenza migranti. «C’è il rischio che si inneschi una polveriera – ha aggiunto Barone – Oltre alla scarsità di risorse, ora i comuni devono dare accoglienza ai rifugiati. E i territori rischiano di andare in tilt. È difficile dire ai cittadini che dobbiamo tagliare i servizi sociali quando poi dobbiamo destinare risorse per i migranti. Il messaggio che passa è che stiamo togliendo le risorse ai cittadini per darle ai migranti».

«Noi siamo a favore dell’accoglienza – hanno sottolineato i sindaci in coro – Ma la situazione sta diventando sempre più complicata». Il nodo è che i comuni sono a corto di soldi. «In molti casi siamo costretti ad anticipare anche i soldi per l’accoglienza – ha detto, sconsolata, il sindaco di Sarule, Mariangela Barca – Non si può andare avanti così». (g.z.)

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