Assl: niente negligenze. Aperta l’inchiesta
di Stefania Vatieri
La direzione interviene sul caso della giovane madre spirata dopo il ricovero. La denuncia dei parenti, indaga la procura
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NUORO. «Non c’è alcun caso di malasanità, al contrario è stato fatto tutto il possibile nel tentativo, putroppo vano, di salvare due giovani vite», dice Andrea Marras, direttore dell’Assl di Nuoro, che ieri mattina ha coordinato una riunione con i vertici dell’ospedale e i responsabili dei reparti coinvolti nella morte di Francesca Debuggias e Luisa Chessa, di 25 e 34 anni, scomparse improvvisamente lo stesso giorno – giovedì 20 luglio – e nello stesso ospedale, il San Francesco. Sulla morte della più giovane la magistratura ha aperto un’inchiesta dopo la denuncia dei familiari. Al termine della riunione, l’Assl ha diffuso la propria versione dei fatti, dopo avere premesso come i due drammatici episodi, pur accadendo a poche ore di distanza l’uno dall’altro, non siano assolutamente collegati.
In particolare, visto che l’accusa di malasanità ha riguardatola morte della venticinquenne, la replica dell’azienda sanitaria riguarda soprattutto le tappe di questo caso. Secondo l’Assl, Francesca Debuggias è arrivata al pronto soccorso poco prima delle tre di notte. Accusava un forte mal di testa ed è stata visitata nel giro di dieci minuti. Sono seguiti «immediati esami diagnostici», mentre alle 6:15 ha avuto inizio la trombolisi, cioè il tentativo di eliminare con la somministrazione di farmaci un trombo che si era formato nel cervello; alle 6:55 è stata sottoposta a un intervento di disostruzione delle arterie celebrali, durato sino alle 9:33, quando la ragazza è entrata in coma.
Le vite di due giovani madri spezzate all’improvviso, il dolore insieme con il dubbio dei familiari della 25enne che qualcosa di più poteva essere fatto per salvarla. Una tragica coincidenza ha unito i destini delle due giovani madri, Francesca Debuggias e Luisa Chessa, entrambe nuoresi. Ogni possibile perplessità è stata da subito fugata per quanto riguardala morte della maggiore delle due, Luisa Chessa, commessa in un negozio di abbigliamento del Corso Garibaldi: la giovane, madre di due figli, è giunta in arresto cardiaco in ospedale, alle 7:22 di giovedì 20 luglio, su un’ambulanza del 118 dove le sono stati forniti i primi, inutili soccorsi: alle 8:30, nonostante le manovre rianimatorie, i medici ne hanno purtroppo dovuto constatare la morte. I suoi funerali si sono svolti ieri nella Chiesa del Rosario.
Diversa la situazione di Francesca Debuggias, giovane di 25 anni attualmente disoccupata, madre di un bambino di otto. I familiari infatti ritengono che al San Francesco non sia stato fatto tutto il possibile per salvarle la vita e hanno presentato denuncia ai carabinieri.
Immediata l’apertura di un’inchiesta: la cartella clinica della ragazza è stata sequestrata nella giornata di ieri.
Non è noto se sia già stata disposta un’autopsia sul corpo della ragazza, e quale sia il risultato. I familiari di Francesca ritengono che, dopo il ricovero in piena notte della ragazza, che accusava un fortissimo mal di testa, sia trascorso troppo tempo prima della diagnosi – ischemia cerebrale – e della successiva terapia. La ragazza soffriva da tempo di forti emicranie, durante le quali assumeva antidolorifici, convinta che si trattasse di malesseri passeggeri.
In particolare, visto che l’accusa di malasanità ha riguardatola morte della venticinquenne, la replica dell’azienda sanitaria riguarda soprattutto le tappe di questo caso. Secondo l’Assl, Francesca Debuggias è arrivata al pronto soccorso poco prima delle tre di notte. Accusava un forte mal di testa ed è stata visitata nel giro di dieci minuti. Sono seguiti «immediati esami diagnostici», mentre alle 6:15 ha avuto inizio la trombolisi, cioè il tentativo di eliminare con la somministrazione di farmaci un trombo che si era formato nel cervello; alle 6:55 è stata sottoposta a un intervento di disostruzione delle arterie celebrali, durato sino alle 9:33, quando la ragazza è entrata in coma.
Le vite di due giovani madri spezzate all’improvviso, il dolore insieme con il dubbio dei familiari della 25enne che qualcosa di più poteva essere fatto per salvarla. Una tragica coincidenza ha unito i destini delle due giovani madri, Francesca Debuggias e Luisa Chessa, entrambe nuoresi. Ogni possibile perplessità è stata da subito fugata per quanto riguardala morte della maggiore delle due, Luisa Chessa, commessa in un negozio di abbigliamento del Corso Garibaldi: la giovane, madre di due figli, è giunta in arresto cardiaco in ospedale, alle 7:22 di giovedì 20 luglio, su un’ambulanza del 118 dove le sono stati forniti i primi, inutili soccorsi: alle 8:30, nonostante le manovre rianimatorie, i medici ne hanno purtroppo dovuto constatare la morte. I suoi funerali si sono svolti ieri nella Chiesa del Rosario.
Diversa la situazione di Francesca Debuggias, giovane di 25 anni attualmente disoccupata, madre di un bambino di otto. I familiari infatti ritengono che al San Francesco non sia stato fatto tutto il possibile per salvarle la vita e hanno presentato denuncia ai carabinieri.
Immediata l’apertura di un’inchiesta: la cartella clinica della ragazza è stata sequestrata nella giornata di ieri.
Non è noto se sia già stata disposta un’autopsia sul corpo della ragazza, e quale sia il risultato. I familiari di Francesca ritengono che, dopo il ricovero in piena notte della ragazza, che accusava un fortissimo mal di testa, sia trascorso troppo tempo prima della diagnosi – ischemia cerebrale – e della successiva terapia. La ragazza soffriva da tempo di forti emicranie, durante le quali assumeva antidolorifici, convinta che si trattasse di malesseri passeggeri.
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