Il consiglio comunale deciderà sul futuro del Cpr a Sertinu
di Piero Marongiu
Macomer, discussione sulla riapertura dell’ex carcere Accertamenti sull’idoneità della struttura per i migranti
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MACOMER. Dell’eventuale riapertura dell’ex casa circondariale di Sertinu, chiusa dal 2014 non senza polemiche, al fine di realizzare il Cpr (centro regionale di permanenza dei migranti in attesa di rimpatrio), si parlerà nella riunione del consiglio comunale in programma il prossimo 31 luglio. La discussione sullo spinoso problema, che ha suscitato molte prese di posizione e critiche da parte dell’opposizione consiliare, di alcuni movimenti e semplici cittadini, nei confronti della giunta guidata dal sindaco Antonio Succu, sicuramente non si esaurirà nell’arco di pochi minuti. Nei giorni scorsi il primo cittadino è stato accusato da più parti di aver deciso di concedere la struttura senza consultarsi con la comunità.
Un’accusa che Succu ha rispedito ai vari mittenti. Gli accertamenti per verificare se la struttura macomerese è o meno idonea a ospitare il Cpr, è tutto ancora da stabilire. Nei giorni scorsi, l’opposizione, compatta, ha sollecitato la convocazione del consiglio comunale. Cosa che, tra l’altro, era stata già decisa dalla maggioranza, come comunicato alla stampa dal capo gruppo Gianfranco Congiu.
Rita Atzori, consigliera di minoranza, qualche giorno fa ha sottolineato che una decisione importante come la concessione dell’ex struttura carceraria di Sertinu, non può passare sopra la testa dei cittadini. Succu ribadisce quanto detto in più occasioni, e cioè: «Se in quella struttura, nel tempo sono stati ospitati detenuti condannati per reati legati al terrorismo internazionale, non si capisce per quale motivo non possa essere riconvertita in un centro di permanenza dei migranti in attesa di essere rimpatriati».
Il sindaco aggiunge anche che l’utilizzo della casa circondariale come Cpr deve escludere l’apertura di un Cas (centro di accoglienza straordinaria). L’attesa della riunione del Consiglio cresce, e le opposizioni si preparano a dare battaglia. Una paura forse infondata, visto che gli ospiti del Cpr, sempre che questo venga aperto, non potrebbero allontanarsi in alcun modo dalla struttura che, come ogni carcere che si rispetti, è dotata di mura perimetrali e di una recinzione sufficientemente alte e avrà personale specializzato, preventivamente formato, per garantire la sicurezza.
Un’accusa che Succu ha rispedito ai vari mittenti. Gli accertamenti per verificare se la struttura macomerese è o meno idonea a ospitare il Cpr, è tutto ancora da stabilire. Nei giorni scorsi, l’opposizione, compatta, ha sollecitato la convocazione del consiglio comunale. Cosa che, tra l’altro, era stata già decisa dalla maggioranza, come comunicato alla stampa dal capo gruppo Gianfranco Congiu.
Rita Atzori, consigliera di minoranza, qualche giorno fa ha sottolineato che una decisione importante come la concessione dell’ex struttura carceraria di Sertinu, non può passare sopra la testa dei cittadini. Succu ribadisce quanto detto in più occasioni, e cioè: «Se in quella struttura, nel tempo sono stati ospitati detenuti condannati per reati legati al terrorismo internazionale, non si capisce per quale motivo non possa essere riconvertita in un centro di permanenza dei migranti in attesa di essere rimpatriati».
Il sindaco aggiunge anche che l’utilizzo della casa circondariale come Cpr deve escludere l’apertura di un Cas (centro di accoglienza straordinaria). L’attesa della riunione del Consiglio cresce, e le opposizioni si preparano a dare battaglia. Una paura forse infondata, visto che gli ospiti del Cpr, sempre che questo venga aperto, non potrebbero allontanarsi in alcun modo dalla struttura che, come ogni carcere che si rispetti, è dotata di mura perimetrali e di una recinzione sufficientemente alte e avrà personale specializzato, preventivamente formato, per garantire la sicurezza.
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