Prese per i capelli una dipendente: multato il titolare
di Giusy Ferreli
Tortolì, un imprenditore dovrà risarcire la donna aggredita L’accusava di essersi impadronita dell’incasso dei barconi
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TORTOLÌ. Quel furibondo litigio, accompagnato da botte e urla, scoppiato ai piedi della torre di San Miguel, è costato molto caro a un imprenditore di Arbatax. Franco Musella, 62 anni, è stato condannato dal giudice di pace di Lanusei al pagamento di mille euro di ammenda e a un risarcimento, che verrà quantificato in sede civile, per aver percosso e strattonato una sua ex dipendente: Gianna Perdisci, 60 anni.
La vicenda che si è conclusa venerdì con la la sentenza della dottoressa Anna Rita Casu ha inizio nell’agosto 2009. Quell’estate la donna era stata assunta per la stagione turistica come addetta alle prenotazioni e alla vendita dei biglietti dei barconi che fanno la spola tra il porto ogliastrino e le cale del Golfo di Orosei. Tutto era filato liscio sino ai primi di agosto quando in seguito a una lunga serie di incomprensioni, i due hanno dato il via al fuoco incrociato delle accuse. Con Musella che addebitava alla donna la sottrazione dalla cassa della biglietteria di 400 euro e Perdisci che, dal canto suo, reclamava il pagamento degli stipendi. La situazione è degenerata a tal punto che l’8 agosto intorno alle 20, a due passi alla torre spagnola, nel corso dell'ultimo, acceso confronto erano volate le botte.
Molte le persone presenti, pochi i testimoni che hanno dato atto solo di un’accesa discussione tra i due. La testimonianza della donna che, secondo la ricostruzione effettuata in aula, è stata assalita con calci e pugni e afferrata per i capelli, è stata ritenuta attendibile dal giudice. Soccorsa da una passante era finita al pronto soccorso dell’ospedale di Lanusei. Qui i medici avevano riscontrato un trauma toracico e lesioni al cuoio capelluto. Gianna Perdisci, difesa dall’avvocato Daniele Murru era stata poi assolta nel 2013 dall’accusa di aver sottratto il denaro mentre il processo a carico dell’imprenditore della frazione costiera, difeso da Gennaro Di Michele, è andato avanti con la sentenza di condanna per lesioni personali.
Il giudice, accogliendo la richiesta del pubblico ministero, Daniele Loi, ha assolto entrambi per il reato di ingiurie (perché nel frattempo è stato depenalizzato) e condannato Musella oltre che al pagamento della multa e delle spese legali anche di una provvisionale di 2500 euro a favore della vittima dell’aggressione in attesa del procedimento civile.
La vicenda che si è conclusa venerdì con la la sentenza della dottoressa Anna Rita Casu ha inizio nell’agosto 2009. Quell’estate la donna era stata assunta per la stagione turistica come addetta alle prenotazioni e alla vendita dei biglietti dei barconi che fanno la spola tra il porto ogliastrino e le cale del Golfo di Orosei. Tutto era filato liscio sino ai primi di agosto quando in seguito a una lunga serie di incomprensioni, i due hanno dato il via al fuoco incrociato delle accuse. Con Musella che addebitava alla donna la sottrazione dalla cassa della biglietteria di 400 euro e Perdisci che, dal canto suo, reclamava il pagamento degli stipendi. La situazione è degenerata a tal punto che l’8 agosto intorno alle 20, a due passi alla torre spagnola, nel corso dell'ultimo, acceso confronto erano volate le botte.
Molte le persone presenti, pochi i testimoni che hanno dato atto solo di un’accesa discussione tra i due. La testimonianza della donna che, secondo la ricostruzione effettuata in aula, è stata assalita con calci e pugni e afferrata per i capelli, è stata ritenuta attendibile dal giudice. Soccorsa da una passante era finita al pronto soccorso dell’ospedale di Lanusei. Qui i medici avevano riscontrato un trauma toracico e lesioni al cuoio capelluto. Gianna Perdisci, difesa dall’avvocato Daniele Murru era stata poi assolta nel 2013 dall’accusa di aver sottratto il denaro mentre il processo a carico dell’imprenditore della frazione costiera, difeso da Gennaro Di Michele, è andato avanti con la sentenza di condanna per lesioni personali.
Il giudice, accogliendo la richiesta del pubblico ministero, Daniele Loi, ha assolto entrambi per il reato di ingiurie (perché nel frattempo è stato depenalizzato) e condannato Musella oltre che al pagamento della multa e delle spese legali anche di una provvisionale di 2500 euro a favore della vittima dell’aggressione in attesa del procedimento civile.
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