Si perdono in Supramonte, soccorsi 2 turisti
di Giusy Ferreli
Baunei, cercavano di raggiungere a piedi Cala Mariolu: sono stati tratti in salvo con un elicottero
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BAUNEI. Ogni estate si ripete la stessa identica storia. Qualche turista sprovveduto, incurante delle raccomandazioni, si avventura lungo i sentieri impervi del Supramonte ogliastrino e, immancabilmente, si perde. È successo anche ieri pomeriggio lungo il percorso che porta a Cala Mariolu, nello sconfinato territorio di Baunei. Una coppia di vacanzieri romani che stava percorrendo il sentiero che porta alla cala ha perso l'orientamento e si è ritrovata nel fitto della vegetazione. L'allarme scattato nel pomeriggio ha richiamato nella zona non solo i vigili del fuoco del distaccamento di Tortolì ma anche l'elicottero che si è alzato in volo dalla base di Fertilia intorno alle 16. Dopo qualche ora i due malcapitati sono stati ritrovati sani e salvi e hanno potuto fare ritorno alla loro residenza.
All'inizio della settimana la stessa disavventura era capitata ad una famigliola francese che si era persa nella zona di Cala Goloritzé. Le ricerche dei vigili del fuoco per rintracciare la famiglia, marito e moglie con un bambino di pochi anni e due ragazzine di 14 e 16 anni, sono durata alcune ore. A fine giugno un escursionista tedesco si era allontanato da solo per una passeggiata nella Codula di Luna nel Supramonte di Urzulei. Il Soccorso alpino si era unito alle ricerche già avviate da carabinieri e vigili del Fuoco. Rintracciato telefonicamente nel cuore della notte dai soccorritori l'uomo, bloccato nella zona impervia di Sa forada de is capellas, era stato ritrovato all'alba, provato dalla nottata all'addiaccio ma incolume. Tanto spavento e pochi danni, almeno nella stragrande maggioranza dei casi che ormai non si contano più. Ma sono tanti, anzi tantissimi, i soldi che vengono spesi i soccorsi.
A nulla sono servite le ordinanze che raccomandano di non avventurarsi nell'entroterra senza guide e di indossare abbigliamento e calzature adeguate. Consigli che vengono regolarmente disattesi e che forse , solo con il pagamento di un ticket per il soccorso, come già accade in alcune regioni italiane, verranno presi in considerazione. In Veneto, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Lombardia e Piemonte il costo del soccorso non grava sull'intera collettività ma su chi imprudentemente si addentra in zone pericolose.
All'inizio della settimana la stessa disavventura era capitata ad una famigliola francese che si era persa nella zona di Cala Goloritzé. Le ricerche dei vigili del fuoco per rintracciare la famiglia, marito e moglie con un bambino di pochi anni e due ragazzine di 14 e 16 anni, sono durata alcune ore. A fine giugno un escursionista tedesco si era allontanato da solo per una passeggiata nella Codula di Luna nel Supramonte di Urzulei. Il Soccorso alpino si era unito alle ricerche già avviate da carabinieri e vigili del Fuoco. Rintracciato telefonicamente nel cuore della notte dai soccorritori l'uomo, bloccato nella zona impervia di Sa forada de is capellas, era stato ritrovato all'alba, provato dalla nottata all'addiaccio ma incolume. Tanto spavento e pochi danni, almeno nella stragrande maggioranza dei casi che ormai non si contano più. Ma sono tanti, anzi tantissimi, i soldi che vengono spesi i soccorsi.
A nulla sono servite le ordinanze che raccomandano di non avventurarsi nell'entroterra senza guide e di indossare abbigliamento e calzature adeguate. Consigli che vengono regolarmente disattesi e che forse , solo con il pagamento di un ticket per il soccorso, come già accade in alcune regioni italiane, verranno presi in considerazione. In Veneto, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Lombardia e Piemonte il costo del soccorso non grava sull'intera collettività ma su chi imprudentemente si addentra in zone pericolose.
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