La Nuova Sardegna

Nuoro

Barracelli impiegati per attività di sfalcio

Macomer, la dura posizione del segretario Graziano Piras: «Così il Comune risparmia sui costi»

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MACOMER. Decisa presa di posizione della segreteria provinciale di Nuoro del Sindacato autonomo barracelli contro l’impiego delle compagnie barracellari da parte dei comuni in attività di sfalcio e pulizia dalla vegetazione lungo le strade di campagna. Il segretario provinciale Graziano Piras, ha scritto all’assessorato regionale agli Enti Locali, ai sindaci dei comuni dove i barracelli sono stati impiegati in attività di sfalcio e pulizia delle strade campestri di competenza comunale e al direttore della Protezione civile regionale per ricordare che questo tipo di impiego dei barracelli è illegittimo. Piras fa presente che l’impiego delle compagnie barracellari da parte dei comuni nello sfalcio dell’erba nei terreni di proprietà degli enti locali entra in concorrenza con le ditte specializzate del settore, alle quali viene sottratto il lavoro. «Tale mansione, esercitata in modo illegittimo dai barracelli – scrive –, mette a rischio la sopravvivenza di diverse ditte, le quali a causa di questa forma di concorrenza non corretta, si ritrovano senza lavoro e rischiano la chiusura dell’attività».

Piras spiega che gli amministratori comunali ricorrono spesso alle compagnie barracellari per risparmiare sui costi, che sarebbero sicuramente maggiori se dovessero bandire una regolare gara d’appalto aperta alle ditte del settore o assumere con contratto stagionale personale disoccupato. «Preferiscono affidare alle compagnie barracellari – scrive – una mansione non contemplata dalla legge regionale n. 25 del 1988 (Organizzazione e funzionamento delle compagnie barracellari), le quali pur di fare cassa svolgono i compiti più disparati come la pulizia dei giardini pubblici, la pulizia di strade e in alcuni casi la raccolta nelle campagne e nelle aree comunali di rifiuti abbandonati quali vecchi elettrodomestici, plastica, batterie di auto e altro».

Piras sottolinea ancora che nello svolgimento di queste mansioni i barracelli non sono coperti dall’assicurazione obbligatoria Inail contro gli infortuni e le malattie professionali. Non possono inoltre essere accomunati ai volontari della Protezione civile. «Sarebbe cosa giusta – scrive – se l’assessorato agli Enti Locali chiarisse una volta per tutti questo aspetto, evidenziando in modo chiaro e definitivo che le compagnie barracellari non sono e non possono essere paragonate alle onlus, per cui non possono appartenere ad associazioni di volontariato di protezione civile. Pertanto i barracelli non sono da considerarsi volontari nel senso proprio del termine». (t.g.t.)

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