bolotana
Condanna a un anno e 4 mesi per la morte di un centauro
BOLOTANA. Si è concluso con una condanna a un anno e 4 mesi con la sospensione condizionale della pena il processo per la morte di un barista di Bolotana, Luca Longu, morto in un incidente stradale...
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BOLOTANA. Si è concluso con una condanna a un anno e 4 mesi con la sospensione condizionale della pena il processo per la morte di un barista di Bolotana, Luca Longu, morto in un incidente stradale sulla strada Illorai. Il pubblico ministero alla fine della sua requisitoria aveva chiesto al giudice Manuela Anzani la condanna a 2 anni per ciascuno dei due imputati, finiti a giudizio con l’accusa di omicidio colposo: Salvatore Urrazza, difeso dagli avvocati Nazarena Tilocca e Oliviero Denti, e Carlo Deidda, difeso dagli avvocati Sebastian Cocco e Gianluigi Mastio.
Secondo il pm, Giorgio Bocciarelli, il 13 agosto del 2010 a causare la tragedia era stata proprio la condotta tenuta dai due imputati.
Tesi alla quale si era invece opposta la difesa che in due anni di udienze ha cercato di dimostrare che i due, invece, non avevano alcuna responsabilità sulla morte del giovane di Bolotana e ne aveva chiesto l’assoluzione.
Luca Longu quel giorno stava ritornando a casa dopo una festa nei boschi di Ortachis: era in sella alla sua Aprilia 150, e poco distante da lui, su un’altra moto, c’era un amico. I due viaggiavano verso Bolotana. All’altezza di Monte Senzelo, l’incidente stradale, che ha visto coinvolti un’auto e un cavallo che transitavano lungo la carreggiata. L’amico di Longu, Simone Murtas, con una manovra, era riuscito a evitare l’impatto, mentre il giovane barista, non ce l’aveva fatta. Uno schianto terribile. Fatale, per il centauro, morto quasi istantaneamente. Erano scattate le indagini che poco dopo erano approdate con l’iscrizione nel registro degli indagati del conducente dell’auto, Carlo Deidda, e del cavaliere, Salvatore Urrazza. Entrambi conoscevano il giovane barista. Il motociclista, dunque, si era trovato la corsia parzialmente occupata dal cavallo e dall’auto, non riuscendo a schivarli in tempo.
Secondo il pm, Giorgio Bocciarelli, il 13 agosto del 2010 a causare la tragedia era stata proprio la condotta tenuta dai due imputati.
Tesi alla quale si era invece opposta la difesa che in due anni di udienze ha cercato di dimostrare che i due, invece, non avevano alcuna responsabilità sulla morte del giovane di Bolotana e ne aveva chiesto l’assoluzione.
Luca Longu quel giorno stava ritornando a casa dopo una festa nei boschi di Ortachis: era in sella alla sua Aprilia 150, e poco distante da lui, su un’altra moto, c’era un amico. I due viaggiavano verso Bolotana. All’altezza di Monte Senzelo, l’incidente stradale, che ha visto coinvolti un’auto e un cavallo che transitavano lungo la carreggiata. L’amico di Longu, Simone Murtas, con una manovra, era riuscito a evitare l’impatto, mentre il giovane barista, non ce l’aveva fatta. Uno schianto terribile. Fatale, per il centauro, morto quasi istantaneamente. Erano scattate le indagini che poco dopo erano approdate con l’iscrizione nel registro degli indagati del conducente dell’auto, Carlo Deidda, e del cavaliere, Salvatore Urrazza. Entrambi conoscevano il giovane barista. Il motociclista, dunque, si era trovato la corsia parzialmente occupata dal cavallo e dall’auto, non riuscendo a schivarli in tempo.
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