Ottana, 3 milioni di euro per i cantieri verdi
di Federico Sedda
La giunta regionale, su proposta dell’assessore Spano, ha approvato il programma di finanziamento
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OTTANA. Anche quest’anno i comuni delle aree cosiddette deindustrializzate potranno usufruire dei fondi per i cantieri verdi da destinare non solo alla salvaguardia del patrimonio boschivo, ma soprattutto per dare lavoro nei territori, quale quello della Sardegna centrale, profondamente colpiti dalla crisi che ha cancellato l’industria. La giunta regionale, su proposta dell'assessore all’Ambiente, Donatella Spano, ha, infatti, approvato il programma di finanziamenti da erogare ai comuni che prevede un monte risorse pari a 3 milioni e 54mila euro da destinare a interventi di valorizzazione del patrimonio boschivo nei territori di aree interessate da gravi forme di deindustrializzazione.
«Dopo gli interventi dei 4,8 milioni già ripartiti a giugno per i territori che hanno subìto una diminuzione degli occupati nel settore della forestazione – spiega l'assessore Spano – adesso abbiamo ripartito le risorse destinate alle aree deindustrializzate del Sulcis-Iglesiente, di Ottana, di Siniscola e di Porto Torres».
I comuni del centro Sardegna interessati a ottenere i finanziamenti sono Macomer, Bolotana, Borore e Ottana. Il provvedimento finanziario per le tre aree interessate riguarda complessivamente 28 comuni che vedranno l’assegnazione di un contributo a partire da 70mila euro. Le risorse potranno essere destinate a progetti di rimboschimento, interventi selvicolturali, lavori fitosanitari e di manutenzione della viabilità agro-silvo-pastorale a fondo naturale. I contributi, inoltre, possono essere destinati alla prevenzione antincendi, allo sfalcio delle strade comunali a fondo naturale e ai lavori di sistemazioni idraulico forestale per la cura dei boschi.
Al di là degli obiettivi progettuali, i cantieri verdi hanno anche un’importante risvolto sociale perché rappresentano un fondamentale ammortizzatore economico per chi ha perso il lavoro a causa della crisi dell’industria e per i disoccupati o inoccupati di lungo corso. Nella fase più acuta della crisi hanno dato lavoro a centinaia di persone, mettendo in circolazione soldi che hanno contribuito al mantenimento di molte famiglie che, senza le buste paga dei cantieri verdi e i successivi assegni di disoccupazione, non avrebbero avuto alcun sostentamento economico. La prosecuzione dei cantieri era in forse.
La finanziaria regionale ha, invece, dato certezze per un altro anno anche in seguito alle proteste dei sindaci che sono scesi in campo per chiedere il rifinanziamento della legge approvata nel 2010 grazie a un’intuizione dell’allora consigliere regionale di Macomer, Paolo Maninchedda.
«Dopo gli interventi dei 4,8 milioni già ripartiti a giugno per i territori che hanno subìto una diminuzione degli occupati nel settore della forestazione – spiega l'assessore Spano – adesso abbiamo ripartito le risorse destinate alle aree deindustrializzate del Sulcis-Iglesiente, di Ottana, di Siniscola e di Porto Torres».
I comuni del centro Sardegna interessati a ottenere i finanziamenti sono Macomer, Bolotana, Borore e Ottana. Il provvedimento finanziario per le tre aree interessate riguarda complessivamente 28 comuni che vedranno l’assegnazione di un contributo a partire da 70mila euro. Le risorse potranno essere destinate a progetti di rimboschimento, interventi selvicolturali, lavori fitosanitari e di manutenzione della viabilità agro-silvo-pastorale a fondo naturale. I contributi, inoltre, possono essere destinati alla prevenzione antincendi, allo sfalcio delle strade comunali a fondo naturale e ai lavori di sistemazioni idraulico forestale per la cura dei boschi.
Al di là degli obiettivi progettuali, i cantieri verdi hanno anche un’importante risvolto sociale perché rappresentano un fondamentale ammortizzatore economico per chi ha perso il lavoro a causa della crisi dell’industria e per i disoccupati o inoccupati di lungo corso. Nella fase più acuta della crisi hanno dato lavoro a centinaia di persone, mettendo in circolazione soldi che hanno contribuito al mantenimento di molte famiglie che, senza le buste paga dei cantieri verdi e i successivi assegni di disoccupazione, non avrebbero avuto alcun sostentamento economico. La prosecuzione dei cantieri era in forse.
La finanziaria regionale ha, invece, dato certezze per un altro anno anche in seguito alle proteste dei sindaci che sono scesi in campo per chiedere il rifinanziamento della legge approvata nel 2010 grazie a un’intuizione dell’allora consigliere regionale di Macomer, Paolo Maninchedda.
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