Gavoi, Topalli vince a “Sa Itria”
di Michela Columbu
Il ricco montepremi, 13mila euro, del prestigioso palio va a un fantino toscano
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GAVOI. È stato Quisario montato da Adrian Topalli (scuderia Topalli di Fucecchio) ad aggiudicarsi l’edizione 2017 de Su Palu de Sa Itria organizzato dal comitato omonimo con in prima fila Giangavino Mastio e che quest'anno, per la prima volta era riservato esclusivamente agli anglo arabi sardi per via delle limitazioni imposte dalla ordinanza del Ministero della salute del 3 agosto 2016. Una pioggerellina di appena cinque minuti ha dato il via alla corsa sull’altipiano di Lìdana.
Il palio di Sa Itria, il principale degli eventi civili organizzati in occasione della grande festa campestre in onore di Nostra Signora d’Itria, ha ricevuto in questo modo il saluto beneaugurante dell’acqua.
Pubblico dei grandi eventi per 13 cavalli in gara, due batterie e la finale a otto che ha visto salire sul podio, oltre a Topalli anche Marco Bitti di Oliena che montava Quarzo Blu della scuderia Cocco di Mores, terzo posto a Sun & Love montato da Giuseppe Piccinnu della scuderia Putzu di Oschiri e infine quarto posto a Quaker con fantino Francesco Caria della scuderia Todde di Samugheo.
Montepremi da capogiro, ventimila euro suddivisi in tredicimila mila al primo, e quattro, due e mille euro ai restanti piazzamenti. Un’edizione segnata anche dalla volontà del comitato organizzatore di prestare maggiore attenzione al benessere degli animali in gara: per la prima volta infatti è stato previsto l’esame antidoping ai primi due cavalli piazzati. Una decisione presa sulla scia del successo dei pali organizzati da Airvaas, l’associazione di società ippiche che ha dato il via a tre edizioni di corse riservate agli anglo arabi.
Assieme alla ricerca di sostanze dopanti è stato fatto anche l'esame del dna per provare che effettivamente i cavalli a salire sul podio appartengano alla razza. Il moltiplicarsi di pali riservati agli anglo arabi, sia grazie all’azione di Airvaas e di eventi dedicati come quello di Sa Itria, hanno riacceso grande interesse intorno all’allevamento di questi cavalli.
Ancora il settore soffre dell'esiguo numero di cavalli da corsa e ci vorrà ancora qualche anno prima che ce ne sia sulla piazza un numero abbastanza alto: fino a qualche anno fa il suo allevamento infatti era pressochè inesistente, così come la selezione.
Ora invece, visti i numerosi eventi dedicati, tanta attenzione è riposta verso la selezione e il miglioramento della razza. Con un occhio al circuito più importante, quello di Siena, che spesso fa tesoro di esemplari nati, allevati e allenati nell’isola sarda.
Il palio di Sa Itria, il principale degli eventi civili organizzati in occasione della grande festa campestre in onore di Nostra Signora d’Itria, ha ricevuto in questo modo il saluto beneaugurante dell’acqua.
Pubblico dei grandi eventi per 13 cavalli in gara, due batterie e la finale a otto che ha visto salire sul podio, oltre a Topalli anche Marco Bitti di Oliena che montava Quarzo Blu della scuderia Cocco di Mores, terzo posto a Sun & Love montato da Giuseppe Piccinnu della scuderia Putzu di Oschiri e infine quarto posto a Quaker con fantino Francesco Caria della scuderia Todde di Samugheo.
Montepremi da capogiro, ventimila euro suddivisi in tredicimila mila al primo, e quattro, due e mille euro ai restanti piazzamenti. Un’edizione segnata anche dalla volontà del comitato organizzatore di prestare maggiore attenzione al benessere degli animali in gara: per la prima volta infatti è stato previsto l’esame antidoping ai primi due cavalli piazzati. Una decisione presa sulla scia del successo dei pali organizzati da Airvaas, l’associazione di società ippiche che ha dato il via a tre edizioni di corse riservate agli anglo arabi.
Assieme alla ricerca di sostanze dopanti è stato fatto anche l'esame del dna per provare che effettivamente i cavalli a salire sul podio appartengano alla razza. Il moltiplicarsi di pali riservati agli anglo arabi, sia grazie all’azione di Airvaas e di eventi dedicati come quello di Sa Itria, hanno riacceso grande interesse intorno all’allevamento di questi cavalli.
Ancora il settore soffre dell'esiguo numero di cavalli da corsa e ci vorrà ancora qualche anno prima che ce ne sia sulla piazza un numero abbastanza alto: fino a qualche anno fa il suo allevamento infatti era pressochè inesistente, così come la selezione.
Ora invece, visti i numerosi eventi dedicati, tanta attenzione è riposta verso la selezione e il miglioramento della razza. Con un occhio al circuito più importante, quello di Siena, che spesso fa tesoro di esemplari nati, allevati e allenati nell’isola sarda.
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