Emergenza migranti, il Consiglio si spacca sul centro rimpatrio
Macomer, presente anche l’assessore regionale Spanu Il sindaco incontrerà il ministro dell’Interno per chiarimenti
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MACOMER. Con i voti della maggioranza (l’opposizione ha abbandonato l’aula), il Consiglio comunale di Macomer ha affidato al sindaco un mandato per avviare un confronto col ministero dell’Interno e le sue rappresentanze locali, in questo caso il Prefetto di Nuoro, sull’ipotesi di aprire nell’ex carcere un centro di permanenza e rimpatrio (CPR) per stranieri irregolari che devono essere espulsi dal territorio nazionale. Il voto è stato preceduto da un lungo dibattito, a tratti aspro, ma comunque costruttivo in quanto è servito per chiarire alcuni aspetti di una materia in evoluzione, quella della gestione degli stranieri richiedenti asilo sulla quale, anche a Macomer, non manca chi cerca il business. Alla riunione di consiglio sono intervenuti l’assessore regionale agli Affari Generali, Filippo Spanu, e Angela Quaquero, consulente del presidente della Regione Pigliaru sulle questioni relative ai migranti, i quali hanno chiarito alcuni aspetti dei problemi al centro del dibattito dando risposte a molti interrogativi, ma non a tutto.
Le opposizioni hanno espresso le loro ragioni spiegando che dei CPR si sa poco, che Macomer è città dell’accoglienza e non si intende respingere chi scappa dai luoghi di guerra e della fame e che prima di assumere qualsiasi decisione è indispensabile un approfondimento con i cittadini attraverso incontri informativi che consentano a tutti di sapere come stanno le cose. Il capogruppo di maggioranza, Gianfranco Congiu, ha chiesto a quel punto di sospendere la seduta per decidere il da farsi. Dopo mezz’ora, la maggioranza è rientrata in aula portando una proposta di delibera modificata. Al momento del voto, però, l’opposizione è uscita dall’aula sostenendo che rima di votare è indispensabile un confronto con i cittadini.
Al dibattito che ha preceduto il voto sono intervenuti tutti. L’assessore Filippo Spanu ha detto che la questione del CPR va affrontata con molta prudenza. «La Regione – ha detto – ha chiesto al Ministero garanzie precise. È destinato ad arrivi di irregolari e dovrebbe accogliere da 80 a 100 persone. È un tema delicato che occorre capire e governare al meglio e bisogna fare il modo che la comunità non subisca un gravame eccessivo». Ha poi spiegato che con l’accoglienza diffusa dello Sprar «si fa buona accoglienza». Angela Quaquero ha detto che ancora non si sa con precisione cosa sia un CPR. È però fondamentale che non sia un lager. Il sindaco, Antonio Succu ha precisato che quella del CPR è una situazione delicata che va trattate con l’opportuna competenza.
L’ultima parola, comunque, spetta al Ministero che deciderà se e dove attivare la struttura. Nella delibera approvata dal Consiglio si precisano le condizioni per aprirlo. La prima è che Macomer e l’intero territorio del Marghine siano esentati dall’apertura di centri di accoglienza temporanea (come quello previsto nell’ex Motel Agip) di qualsiasi dimensione. Si chiede poi che sia una cosa dignitosa e, in particolare, il rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine in città e nel territorio. Un’altra richiesta riguarda l’informazione ai cittadini con una serie di iniziative da avviare prima di aprire il CPR. (t.g.t.)
Le opposizioni hanno espresso le loro ragioni spiegando che dei CPR si sa poco, che Macomer è città dell’accoglienza e non si intende respingere chi scappa dai luoghi di guerra e della fame e che prima di assumere qualsiasi decisione è indispensabile un approfondimento con i cittadini attraverso incontri informativi che consentano a tutti di sapere come stanno le cose. Il capogruppo di maggioranza, Gianfranco Congiu, ha chiesto a quel punto di sospendere la seduta per decidere il da farsi. Dopo mezz’ora, la maggioranza è rientrata in aula portando una proposta di delibera modificata. Al momento del voto, però, l’opposizione è uscita dall’aula sostenendo che rima di votare è indispensabile un confronto con i cittadini.
Al dibattito che ha preceduto il voto sono intervenuti tutti. L’assessore Filippo Spanu ha detto che la questione del CPR va affrontata con molta prudenza. «La Regione – ha detto – ha chiesto al Ministero garanzie precise. È destinato ad arrivi di irregolari e dovrebbe accogliere da 80 a 100 persone. È un tema delicato che occorre capire e governare al meglio e bisogna fare il modo che la comunità non subisca un gravame eccessivo». Ha poi spiegato che con l’accoglienza diffusa dello Sprar «si fa buona accoglienza». Angela Quaquero ha detto che ancora non si sa con precisione cosa sia un CPR. È però fondamentale che non sia un lager. Il sindaco, Antonio Succu ha precisato che quella del CPR è una situazione delicata che va trattate con l’opportuna competenza.
L’ultima parola, comunque, spetta al Ministero che deciderà se e dove attivare la struttura. Nella delibera approvata dal Consiglio si precisano le condizioni per aprirlo. La prima è che Macomer e l’intero territorio del Marghine siano esentati dall’apertura di centri di accoglienza temporanea (come quello previsto nell’ex Motel Agip) di qualsiasi dimensione. Si chiede poi che sia una cosa dignitosa e, in particolare, il rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine in città e nel territorio. Un’altra richiesta riguarda l’informazione ai cittadini con una serie di iniziative da avviare prima di aprire il CPR. (t.g.t.)
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