Bollo auto pagato, ma arriva la cartella
Macomer, l’Agenzia delle entrate pretende la tassa per una macchina già venduta
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MACOMER. Per Sergio Contini, un operatore sociale di Macomer, il “Fisco amico” è un ossimoro che accosta due parole che esprimono concetti contrapposti. Lo ha constatato quando ha ricevuto un accertamento per evasione della tassa automobilista del 2014, anno in cui ha venduto la macchina, una Honda Civic per la quale ha sempre pagato il “bollo” fin dall’acquisto. Ha esibito le ricevute, ha chiesto l’annullamento del verbale, ma il Fisco amico gli risponde che deve pagare. «Ho comprato la macchina di seconda mano da una concessionaria di Nuoro il 15 luglio 2010 – racconta Contini –, dopo che era stata lì per circa otto mesi, periodo in cui è esentata dalla tassa. Era stata immatricolata a fine novembre del 2005, pertanto la scadenza annuale del bollo cadeva il 31 agosto». Dal momento in cui la macchina diventa sua, Contini paga il bollo regolarmente a fine agosto e prima della scadenza per tutto il periodo in cui il mezzo è in suo possesso. Il 28 agosto 2014, due giorni prima delle scadenza del bollo, la vende. Il 22 giugno di quest’anno gli arriva l’accertamento col quale il “Fisco amico” gli chiede di pagare la tassa del 2014, le sanzioni e gli interessi per un totale di 383,90. Va all’Ufficio delle Entrate di Macomer con tutte le ricevute che coprono il periodo di possesso. Gli dicono di chiedere l’annullamento del verbale. La pratica va a Nuoro, che rigetta la richiesta. In pratica gli chiedono di pagare il bollo fino al mese di aprile del 2015 per una macchina che non ha più e per la quale ha sempre pagato la tassa di circolazione. «Un aspetto assurdo di questa vicenda è che io ho sempre pagato a fine agosto – dice Contini –, ma dopo sette anni a partire da quando ho acquistato la macchina, si accorgono che la scadenza era ad aprile. In base a che cosa, poi, proprio non lo capisco. A questo punto, io che ho sempre pagato regolarmente fino a quando la macchina è stata in mio possesso, sarei creditore di otto mesi, nei confronti del Fisco, ma questo non lo dicono». Gli hanno detto chiaramente che deve pagare concedendogli di farlo in due rate. Sergio Contini non ci sta. È certo di aver pagato il dovuto per tutto il periodo in cui l’auto è stata di sua proprietà e andrà avanti per altre vie. «Non so come andrà a finire – dice –. Mi amareggia pensare al tempo e ai soldi che dovrò spendere nel percorso burocratico, soprattutto perché so di essere sempre stato virtuoso e di aver sempre fatto in tutti i sensi il mio dovere di cittadino e di contribuente».
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