Depositi vuoti, rubinetti a secco dalle 23 alle cinque del mattino
Macomer, emergenza idrica a causa della siccità. Ai minimi l’invaso di Monteleone Rocca Doria Ci sono 25 milioni di metri cubi d’acqua in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso
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MACOMER. Per fare fronte all’emergenza idrica, a Macomer l’erogazione dell’acqua alle utenze sarà sospesa dalle ore 23 alle 5 del giorno successivo. I rubinetti resteranno a secco durante la notte per consentire il riempimento dei depositi che alimentano la rete di distribuzione cittadina. Non è che le cose andassero meglio nei giorni scorsi, perché in alcune zone dell’abitato alle 5 del mattino in diverse case l’acqua non arriva per niente e nelle ore successive veniva erogata senza pressione (dai rubinetti ne sgorgava un filino). Praticamente non si riusciva a riempire i depositi durante la notte e nelle zone più alte dell’abitato l’acqua arrivava a stento. Ora le restrizioni sono state ufficializzate con un comunicato di Abbanoa che annuncia le chiusure notturne a Macomer, Bosa e in altri comuni del Meilogu serviti dall’acquedotto del Temo.
La causa delle restrizioni è da imputare alla siccità. Nei mesi invernali e nella scorsa primavera nel bacino imbrifero del Temo di pioggia ne è caduta pochissima. Il bacino di Monteleone Rocca Doria, che alimenta l’acquedotto che serve Bosa e alcuni comuni della Planargia, Bonorva, Pozzomaggiore e soprattutto Macomer, si ritrova con le riserve ridotte al 24 per cento della capienza. Praticamente c’è un quarto dell’acqua che potrebbe contenere. Senza restrizioni finirebbe prima di Ferragosto. «A causa della drammatica siccità in atto, si sono notevolmente ridotti i livelli anche nell’invaso di Monteleone Rocca Doria che alimenta il potabilizzatore del Temo – si legge nel comunicato di Abbaboa che annuncia le restrizioni –. I dati del distretto idrografico della Regione segnano al 31 luglio una disponibilità inferiore al 24 per cento rispetto alla capienza massima: in pratica circa due milioni di metri cubi in meno rispetto a un mese fa e addirittura oltre 25 milioni di metri cubi in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso». Da qui la necessità di centellinare la risorsa con conseguenti disagi per l’utenza legati alle restrizioni.
Macomer vive un ritorno al passato. Fino a 20 anni fa i turni di erogazione e le sospensioni notturne aveva imposto l’installazione di serbatoi e di impianti di autoclave in tutte le abitazioni. «La produzione di acqua potabile dall’impianto di Abbanoa ha subito una riduzione: dai 260 litri/secondo si è passati ora a circa 225 litri – prosegue il comunicato – . Per questo è necessario effettuare chiusure notturne dell’erogazione nei centri interessati: a Bosa da mezzanotte fino alle 6 del mattino, a Macomer, Villanova Monteleone, Putifigari, Bonorva e Pozzomaggiore dalle 23 alle 5. Sarà cura delle squadre di Abbanoa contenere quanto possibile gli orari di chiusura in base alle riserve disponibili nei serbatoi e all’andamento dei consumi». (t.g.t.)
La causa delle restrizioni è da imputare alla siccità. Nei mesi invernali e nella scorsa primavera nel bacino imbrifero del Temo di pioggia ne è caduta pochissima. Il bacino di Monteleone Rocca Doria, che alimenta l’acquedotto che serve Bosa e alcuni comuni della Planargia, Bonorva, Pozzomaggiore e soprattutto Macomer, si ritrova con le riserve ridotte al 24 per cento della capienza. Praticamente c’è un quarto dell’acqua che potrebbe contenere. Senza restrizioni finirebbe prima di Ferragosto. «A causa della drammatica siccità in atto, si sono notevolmente ridotti i livelli anche nell’invaso di Monteleone Rocca Doria che alimenta il potabilizzatore del Temo – si legge nel comunicato di Abbaboa che annuncia le restrizioni –. I dati del distretto idrografico della Regione segnano al 31 luglio una disponibilità inferiore al 24 per cento rispetto alla capienza massima: in pratica circa due milioni di metri cubi in meno rispetto a un mese fa e addirittura oltre 25 milioni di metri cubi in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso». Da qui la necessità di centellinare la risorsa con conseguenti disagi per l’utenza legati alle restrizioni.
Macomer vive un ritorno al passato. Fino a 20 anni fa i turni di erogazione e le sospensioni notturne aveva imposto l’installazione di serbatoi e di impianti di autoclave in tutte le abitazioni. «La produzione di acqua potabile dall’impianto di Abbanoa ha subito una riduzione: dai 260 litri/secondo si è passati ora a circa 225 litri – prosegue il comunicato – . Per questo è necessario effettuare chiusure notturne dell’erogazione nei centri interessati: a Bosa da mezzanotte fino alle 6 del mattino, a Macomer, Villanova Monteleone, Putifigari, Bonorva e Pozzomaggiore dalle 23 alle 5. Sarà cura delle squadre di Abbanoa contenere quanto possibile gli orari di chiusura in base alle riserve disponibili nei serbatoi e all’andamento dei consumi». (t.g.t.)
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