La Nuova Sardegna

Nuoro

Attentato contro il Comune di Talana

di Giusy Ferreli
Attentato contro il Comune di Talana

Bruciati durante la Sagra del prosciutto tre mezzi che l’amministrazione aveva messo in vendita venerdì scorso

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TALANA. Nelle vie di Talana non si era ancora spento l’eco festosa della sagra annuale del prosciutto che, una mano incendiaria, metteva a segno l’ennesimo atto intimidatorio contro l’amministrazione comunale. Mancava un quarto d’ora all’una quando un abitante del centro ogliastrino ha notato le fiamme alzarsi dall’altra parte dell’abitato e ha pensato di chiamare il sindaco Franco Tegas. Il primo cittadino ha dato subito l’allarme ed è accorso nel cortile di via Verdi dove i tre mezzi, un fuoristrada Mitsubishi L200, un trattore gommato e uno scuolabus, stavano andando a fuoco.

Il primo intervento è stato messo in campo da operai comunali, volontari della Pro loco e dallo stesso sindaco con il mezzo antincendio del Comune e con gli estintori recuperati dagli edifici pubblici che si trovano vicino al cortile.

Sono stati poi i vigili de fuoco del distaccamento di Tortolì a completare le operazioni di spegnimento, anche se ormai i mezzi, messi in vendita dall’ente con un avviso pubblicato venerdì mattina, sono inservibili.

Ancor più forte della rabbia è l’amarezza del primo cittadino talanese. Che non nasconde lo sconforto per un gesto compiuto a ridosso della sagra che ogni anno richiama tantissime persone.

«Purtroppo abbiamo ancora a che fare con persone di questo genere, ben sapendo – tuona Tegas – che la stragrande maggioranza della nostra comunità è quella che ieri ha messo il cuore e l’anima per far riuscire la manifestazione».

Un gesto gravissimo e sconsiderato che non deve indurre ad abbassare la guardia. «Anche da noi – tuona ancora Tegas – ci sono le pecore nere ma non ci fermeranno: noi andremo avanti per migliorarci. È questa la migliore risposta che possiamo dare a chi agisce nell’ombra con metodi intimidatori». Ed ora toccherà agli investigatori risalire ai responsabili del grave gesto.

Sul luogo del rogo, di chiara origine dolosa sono intervenuti i carabinieri della stazione che con i loro colleghi della compagnia di Lanusei coordinati dal capitano Claudio Paparella, hanno subito avviato le indagini. Questa vicenda arriva dopo un periodo relativamente lungo di tranquillità. L’ultimo episodio risale a qualche mese fa, quando due persone con il volto coperto e armate di fucile e pistola di piccolo calibro rapinarono la guardia giurata, in servizio nell’ambulatorio della guardia medica portando via la pistola calibro 9x21 e il cellulare.

I banditi presero anche i telefonini della dottoressa in turno e il cordless dello studio, quasi certamente per ritardare l’allarme alle forze dell’ordine.

È dello scorso anno, invece, l’assalto all’Ufficio postale del paese. In quell'occasione banditi armati e mascherati fecero irruzione pochi attimi prima della chiusura e dopo aver legato il direttore, i rapinatori svuotarono la cassaforte riuscendo a portare via un bottino di oltre 70mila euro. L’allarme scattò molto tempo dopo, quando il direttore che era solo all’interno dell’ufficio riuscì a chiamare i carabinieri.

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