belvì
Conta dei danni dopo il rogo in fumo 40 ettari di bosco
BELVÌ. Fumavano ancora le ceneri nei boschi di Belvì, così come monta la rabbia popolare per il rogo che ha incenerito quaranta ettari di bosco e coltivazioni. Ancora ieri pomeriggio erano in corso...
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BELVÌ. Fumavano ancora le ceneri nei boschi di Belvì, così come monta la rabbia popolare per il rogo che ha incenerito quaranta ettari di bosco e coltivazioni. Ancora ieri pomeriggio erano in corso le operazioni di bonifica. Da Cagliari sono giunti anche gli uomini della task force incendi dolosi del Corpo forestale, al comando del commissario Ugo Calledda. Assieme al nucleo locale, cercheranno di individuare la scaturigine dei punti di fuoco, cercano di comprendere localizzazioni e tipologie degli inneschi. O comunque di individuare eventuali fonti di responsabilità colposa. Perché un incendio di questa portata non può aver avuto origine casuale. Ieri in Comune si è discusso dell’incendio. Il sindaco Sebastiano Casula ha ringraziato «Forestale, vigili del fuoco, dipendenti Forestas e tutti i volontari che si sono adoperati per lo spegnimento del rogo. L’amministrazione valuterà i danni e poi deciderà tutti i passi necessari. Nel frattempo occorre avviare un dialogo istituzionale, per la prevenzione di questi eventi che hanno distrutto un pezzo del polmone verde della Sardegna». Durissimo il vice sindaco Maurizio Cadau che ha parlato, senza mezzi termini di «attacco criminale al paese e a tutte le zone interne. Occorre ripensare il sistema di difesa dei territori dal fuoco. L’eccezionale siccità, la partenza tardiva del piano regionale antincendio, soprattutto in ambito di prevenzione sono cose che non devono assolutamente ripetersi. La classe dirigente regionale deve riflettere su quanto sta accadendo». Vicino all’amministrazione belviese si schierano anche il consigliere Paolo Truzzu e il portavoce di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda che chiedono «l’individuazione del responsabili» e, al contempo, chiedono conto alla giunta Pigliaru “di una serie di errori imperdonabili nella gestione della campagna antincendio». (g.m.)
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