La Nuova Sardegna

Nuoro

«No alle restrizioni idriche a Macomer»

Per l’opposizione Abbanoa dovrebbe collegare i serbatoi ai pozzi utilizzati dalla ex Sarbe

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MACOMER. I disagi causati dalle restrizioni all’erogazione idrica si potevano evitare se Abbanoa avesse utilizzato i pozzi ex Sarbe, dai quali la società messa in liquidazione dopo il concordato preventivo attingeva per imbottigliare l’acqua col marchio Funte Fria. Lo sostiene la minoranza del comune di Macomer in una nota nella quale ricorda che la proposta venne avanzata con una mozione presentata il 19 novembre 2016. «Le recenti restrizioni notturne decise da Abbanoa per far fronte alla carenza d’acqua nel bacino di Monteleone Roccadoria, stanno determinando per i cittadini nuovi disagi che probabilmente potevano essere evitati o quantomeno limitati, se fosse stata presa in considerazione la proposta da noi presentata con una mozione – si legge nel comunicato della minoranza –. Con tale documento, proprio partendo dalla constatazione di una pesante flessione delle piogge e del conseguente abbassamento delle scorte nei bacini, avevamo proposto di avviare subito tutte le iniziative necessarie per collegare ai serbatoi di Abbanoa, che si trovano a breve distanza, i pozzi utilizzati in precedenza dalla Sarbe per l’impianto di produzione di acque minerali e bibite, cessata ormai da una decina d’anni». Nella nota i consiglieri di opposizione lamentano che la loro proposta non è stata presa in considerazione. «Ci sembrava una proposta di buon senso, – sottolineano –, innanzitutto perché di rapida attuazione e quindi tale da fronteggiare efficacemente l’emergenza. Essa inoltre si poteva integrare perfettamente con la soluzione del ripristino dell’acquedotto che collega le sorgenti di Sant’Antioco di Scano Montiferro, che richiederà alcuni anni, salvo complicazioni prima di essere realizzato». Poi sottolineano lo stato in cui versano le condotte di Macomer, che continuano a perdere gran parte dell’acqua immessa a bocca di deposito. «Le condotte cittadine – scrivono – continuano a disperdere acqua per effetto delle numerose rotture che si sono verificate anche di recente e riparate con ingiustificato ritardo. Ci risulta che una perdita in atto da mesi all’altezza di via Bechi Luserna al confine con l’ex scuola materna, non sia stata ancora riparata, nonostante sia stata tempestivamente e ripetutamente segnalata». La nota conclude ricordando che le carenze idriche hanno sempre condizionato in negativo anche lo sviluppo economico. «La decisione dell’Heineken alla fine degli anni Ottanta di concentrare la produzione di birra a Machiareddu – si legge – , è dovuta alla mancanza di garanzie sulla disponibilità di un’adeguata dotazione idrica». (t.g.t.)

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