Ortobene, la grande sete nell’estate più calda
Operatori turistici e residenti protestano per le continue interruzioni dell’acqua Per agevolare gli utenti Abbanoa non effettuerà restrizioni nei prossimi giorni
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NUORO. Le restrizioni adottate da Abbanoa nelle ultime settimane stanno mettendo in ginocchio gli operatori turistici e i residenti del monte Ortobene, in particolare quelli che operano o abitano da Solotti in su. Se chi abita in città infatti risente in modo minore della sospensione dell’erogazione dell’acqua dalle 21:30 alle 5 del mattino, le utenze del monte sono penalizzate dall’altitudine, il che significa che i rubinetti rimangono a secco ben prima che in città, così come la ripresa dell’erogazione avviene sempre in ritardo, spesso di alcun ore rispetto a Nuoro. I disagi sono resi ancora maggiori dal fatto che spesso Abbanoa chiude la condotta senza aver preventivamente avvisato, accusano i residenti del monte. La buona notizia è che l’Ortobene resterà fuori dalle restrizioni programmate per oggi (in realtà a partire da ieri): Abbanoa ha deciso di andare incontro agli operatori e ai residenti, che dunque avranno l’acqua anche durante la notte a differenza di chi abita in città, ma ne raccomanda un uso parsimonioso viste le scorte ridotte al minimo.
Ai disagi dovuti alla carenza di acqua nei serbatoi, dovuta alla grande siccità di quest’anno, si aggiungono una serie di problemi strutturali che sono sia di competenza di Abbanoa sia dell’amministrazione comunale. Il più urgente riguarda la condotta che porta l’acqua sino al parco, dunque in cima all’Ortobene. L’amministrazione comunale sostituì le tubature diversi anni fa, ma i lavori si fermarono a Solotti, pare per mancanza di fondi. Da Solotti in su c’è ancora la vecchia condotta, che scorre lungo la strada provinciale 42, ostruita per lunghi tratti (incrostazioni e sedimenti hanno ridotto il diametro da 12 a 2 centimetri in diversi tratti). Proprio in queste settimane Abbanoa sta procedendo alla sua disostruzione: al momento i lavori hanno riguardato circa un chilometro. Se i residenti nell’anello del parco, dicono ad Abbanoa, hanno trovato residui di terra nei rubinetti, il motivo è soprattutto questo.
C’è poi il problema dei serbatoi. Al momento ce ne sono due in funzione: a Solotti e a Cuccuru Nieddu. La loro portata è limitata, e le tre grandi utenze di Abbanoa al monte assorbono la maggior parte delle risorse: si tratta del sistema di irrigazione del parco nella vetta, della piscina di Farcana e della base antincendi del Corpo forestale. A questo proposito i residenti si chiedono perché queste utenze debbano utilizzare proprio l’acqua potabile della rete, quando forse potrebbero farne a meno. La risposta di Abbanoa è che la rete è unica, e al momento non esistono altre soluzioni. Proprio per l’emergenza idrica negli anni scorsi il Comune aveva fatto realizzare altri due serbatoi, a Farcana e a Sedda Ortai. Il problema è che non sono mai stati collaudati (l’impresa costruttrice fallì) e senza certificazioni Abbanoa non vuole (e non può del resto in base alle normative) farsene carico. Un intervento dell’autorità d’ambito avrebbe potuto già da qualche anni risolvere il problema burocratico, ma non è accaduto. Ora l’assessorato comunale ai lavori pubblici sta lavorando per trovare una soluzione.
L’altro grande problema del monte riguarda la depurazione. Come è stato denunciato nelle ultime settimane, l’Ortobene ha sì una rete fognaria, ma non è collegata ad alcun depuratore: la rete arriva infatti sino alla Solitudine, ma non raggiunge il sottostante depuratore di Su Tuvu, nella vallata di Baddemanna: per farlo basterebbero 80 metri di tubazione. A quanto pare l’intervento dovrebbe essere attuato in futuro utilizzando una partei dei fondi (5 milioni) appena stanziati dalla Regione per la riqualificazione dell’Ortobene. (p.me.)
Ai disagi dovuti alla carenza di acqua nei serbatoi, dovuta alla grande siccità di quest’anno, si aggiungono una serie di problemi strutturali che sono sia di competenza di Abbanoa sia dell’amministrazione comunale. Il più urgente riguarda la condotta che porta l’acqua sino al parco, dunque in cima all’Ortobene. L’amministrazione comunale sostituì le tubature diversi anni fa, ma i lavori si fermarono a Solotti, pare per mancanza di fondi. Da Solotti in su c’è ancora la vecchia condotta, che scorre lungo la strada provinciale 42, ostruita per lunghi tratti (incrostazioni e sedimenti hanno ridotto il diametro da 12 a 2 centimetri in diversi tratti). Proprio in queste settimane Abbanoa sta procedendo alla sua disostruzione: al momento i lavori hanno riguardato circa un chilometro. Se i residenti nell’anello del parco, dicono ad Abbanoa, hanno trovato residui di terra nei rubinetti, il motivo è soprattutto questo.
C’è poi il problema dei serbatoi. Al momento ce ne sono due in funzione: a Solotti e a Cuccuru Nieddu. La loro portata è limitata, e le tre grandi utenze di Abbanoa al monte assorbono la maggior parte delle risorse: si tratta del sistema di irrigazione del parco nella vetta, della piscina di Farcana e della base antincendi del Corpo forestale. A questo proposito i residenti si chiedono perché queste utenze debbano utilizzare proprio l’acqua potabile della rete, quando forse potrebbero farne a meno. La risposta di Abbanoa è che la rete è unica, e al momento non esistono altre soluzioni. Proprio per l’emergenza idrica negli anni scorsi il Comune aveva fatto realizzare altri due serbatoi, a Farcana e a Sedda Ortai. Il problema è che non sono mai stati collaudati (l’impresa costruttrice fallì) e senza certificazioni Abbanoa non vuole (e non può del resto in base alle normative) farsene carico. Un intervento dell’autorità d’ambito avrebbe potuto già da qualche anni risolvere il problema burocratico, ma non è accaduto. Ora l’assessorato comunale ai lavori pubblici sta lavorando per trovare una soluzione.
L’altro grande problema del monte riguarda la depurazione. Come è stato denunciato nelle ultime settimane, l’Ortobene ha sì una rete fognaria, ma non è collegata ad alcun depuratore: la rete arriva infatti sino alla Solitudine, ma non raggiunge il sottostante depuratore di Su Tuvu, nella vallata di Baddemanna: per farlo basterebbero 80 metri di tubazione. A quanto pare l’intervento dovrebbe essere attuato in futuro utilizzando una partei dei fondi (5 milioni) appena stanziati dalla Regione per la riqualificazione dell’Ortobene. (p.me.)
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