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San Teodoro, vivo il gattone Leo rinchiuso nel camper per tre settimane

San Teodoro, vivo il gattone Leo rinchiuso nel camper per tre settimane

La padrona: è stato un miracolo. L'animale ha vissuto al buio, senza acqua né cibo

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SAN TEODORO. Tre settimane chiuso nel gavone di un camper, al buio, senza cibo, né acqua. Si è giocato almeno sei delle sue sette vite, Leo. Ma è vivo. «Non passa un momento senza che pensi “è un miracolo”», racconta emozionata la sua padrona, Antonella Magnaghi, di Milano. La storia di Leo, gattone europeo rosso di 10 anni, ha dell’incredibile. Ed è per questo che Antonella l’ha voluta raccontare «perché sia d’aiuto a tutte le persone che smarriscono il loro animale da compagnia, cane o gatto che sia».

Lei e il suo compagno Luciano, anche quest’anno come accade da 8 anni, hanno trascorso le vacanze al campeggio La Cinta, a San Teodoro. E Leo, come sempre, li ha accompagnati. «Sta un gran bene qui: aria aperta, sole, mare… Se la gode alla grande». Ma una sera, dopo una settimana dal loro arrivo, Leo scompare. Di lui nessuna traccia all’ora di cena, appuntamento immancabile per il gattone. La preoccupazione aumenta ora dopo ora. «La mattina seguente l’ansia era alle stelle – ricorda Antonella – La sera prima i nostri vicini avevano lasciato il campeggio in fretta e furia e abbiamo pensato che nella confusione Leo fosse salito sul camper rimanendo poi chiuso dentro. Triste illusione. Dopo un controllo minuzioso, di lui continuava a non esserci nessuna traccia. Non posso esprimere la mia disperazione. I giorni passavano e speravo di vederlo tornare, di sentirlo miagolare e fare le fusa. Ogni giorno andavo in giro per il campeggio, la spiaggia, il paese, sperando di trovarlo. Niente».

Un giorno, dopo tre settimane dalla sua scomparsa, mentre Antonella chiacchierava col suo compagno, improvvisamente, ha sentito miagolare. Quel miagolio che aveva aspettato invano ogni giorno. «Ho pensato di essere impazzita, ma il miagolio era sempre più forte e insistente. Ci siamo precipitati nella direzione da cui veniva, proprio da quel camper in cui l’avevamo cercato. Ho iniziato a chiamarlo e più mi avvicinavo e più il miagolio si faceva intenso e sofferente. Abbiamo ribaltato il camper aprendo gavoni, scomparti, ante e antine. Non riuscivamo a trovarlo. Finché aprendo un gavone che ne conteneva un altro nascosto, eccolo lì, finalmente, il mio Leo. Impaurito, tremante, ma incredibilmente vivo!». Un po’ disidratato ma in buone condizioni. «Per chi ama gli animali, un dono impagabile». (t.s.)
 

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