«Uso fonti ex Sarbe, idea campata in aria»
Restrizioni idriche a Macomer, Abbanoa replica alla minoranza: «Quell’acqua inidonea per la rete»
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MACOMER. L’ipotesi di utilizzo delle fonti ex Sarbe per soddisfare la sete di Macomer ed evitare la chiusura notturna dell’erogazione idrica è un’idea «del tutto campata in aria» in quanto si tratta di sorgenti private, vincolate da concessioni industriali, inidonee all’immissione in rete e con una produzione insignificante. Lo sostiene Abbanoa in una nota con la quale risponde ai consiglieri di minoranza del Comune di Macomer. Nel comunicato spiega le ragioni per le quali non è possibile utilizzare una risorsa che non coprirebbe il fabbisogno al quale si cerca di fare fronte economizzando con la chiusura notturna dell’erogazione l’acqua proveniente dal bacino sul fiume Temo di Monteleone Rocca Doria.
«L’idea, del tutto campata in aria, rischia di ingenerare nella cittadinanza falsi convincimenti del tutto slegati con la realtà oggettiva dei fatti – si legge nel comunicato di risposta del gestore del servizio idrico –. Innanzitutto si tratta di una sorgente privata e vincolata da una concessione industriale per l’imbottigliamento. L’attuale stato d’abbandono degli impianti, con la mancanza delle adeguate manutenzioni, la renderebbero anche del tutto inidonea all’immissione della risorsa nella rete. Inoltre sarebbero necessarie ulteriori opere da realizzare: ma se anche fosse possibile superare tutti questi ostacoli, la quantità d’acqua fornita sarebbe così esigua che non avrebbe nessun beneficio reale sul servizio idrico».
In poche parole, i pozzi ex Sarbe erogano pochissima acqua, talmente poca che la sua immissione in rete avrebbe un effetto insignificante sull’approvvigionamento necessario per soddisfare il fabbisogno di Macomer. Il gioco, inoltre, non vale la candela.
L’acqua della ex Sarbe, infatti, necessita di controlli e verifiche sull’idoneità all’uso e per collegare i pozzi ai depositi sarebbe necessario realizzare buna condotta che ha dei costi che non sono giustificati dal risultato in termini di apporto di risorsa idrica che Abbanoa definisce «insignificante».
Le restrizioni notturne dell’erogazione a Macomer sono legate alla riduzione della disponibilità idrica nel bacino di Monteleone Rocca Doria che alimenta l’acquedotto Temo2, dal quale proviene gran parte dell’acqua erogata dalla rete idrica di Macomer. La soluzione dei pozzi ex Sarbe era stata ipotizzata dai consiglieri di minoranza nel novembre del 2016 e portata all’attenzione del Consiglio comunale con una mozione nella quale era stata inserita la proposta. (t.g.t.)
«L’idea, del tutto campata in aria, rischia di ingenerare nella cittadinanza falsi convincimenti del tutto slegati con la realtà oggettiva dei fatti – si legge nel comunicato di risposta del gestore del servizio idrico –. Innanzitutto si tratta di una sorgente privata e vincolata da una concessione industriale per l’imbottigliamento. L’attuale stato d’abbandono degli impianti, con la mancanza delle adeguate manutenzioni, la renderebbero anche del tutto inidonea all’immissione della risorsa nella rete. Inoltre sarebbero necessarie ulteriori opere da realizzare: ma se anche fosse possibile superare tutti questi ostacoli, la quantità d’acqua fornita sarebbe così esigua che non avrebbe nessun beneficio reale sul servizio idrico».
In poche parole, i pozzi ex Sarbe erogano pochissima acqua, talmente poca che la sua immissione in rete avrebbe un effetto insignificante sull’approvvigionamento necessario per soddisfare il fabbisogno di Macomer. Il gioco, inoltre, non vale la candela.
L’acqua della ex Sarbe, infatti, necessita di controlli e verifiche sull’idoneità all’uso e per collegare i pozzi ai depositi sarebbe necessario realizzare buna condotta che ha dei costi che non sono giustificati dal risultato in termini di apporto di risorsa idrica che Abbanoa definisce «insignificante».
Le restrizioni notturne dell’erogazione a Macomer sono legate alla riduzione della disponibilità idrica nel bacino di Monteleone Rocca Doria che alimenta l’acquedotto Temo2, dal quale proviene gran parte dell’acqua erogata dalla rete idrica di Macomer. La soluzione dei pozzi ex Sarbe era stata ipotizzata dai consiglieri di minoranza nel novembre del 2016 e portata all’attenzione del Consiglio comunale con una mozione nella quale era stata inserita la proposta. (t.g.t.)
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