Macomer, 14 lotti invenduti per l’edilizia
MACOMER. In altri tempi sarebbe andati a ruba anche a prezzi di gran lunga superiori a quelli con i quali erano in vendita, invece 14 lotti del Piano comunale per l’edilizia economica e popolare che...
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MACOMER. In altri tempi sarebbe andati a ruba anche a prezzi di gran lunga superiori a quelli con i quali erano in vendita, invece 14 lotti del Piano comunale per l’edilizia economica e popolare che il comune ha offerto a prezzi stracciati sono rimasti invenduti. La gara per l’assegnazione in proprietà di aree nel Peep di Scalarba è andata deserta. Quelli in vendita sono gli ultimi lotti disponibili nel piano di zona di Scalarba 1 e 2, una grande lottizzazione pubblica iniziata 40 anni fa che si avvia ora a conclusione. Nonostante le quotazioni vantaggiose, non si è fatto avanti nessuno. Il lotto più piccolo di quelli messi in vendita ha una superificie di 143 metri quadri, quello più grande si estende su 228 metri. Il prezzo del lotto più economico era di 8.478,76 euro, mentre per quello più caro il comune chiedeva 13.518,58 euro. Non si tratta di prezzi elevati, ma neppure da svendita. A metro quadro costano 59,29 euro, mentre il valore medio delle aree urbanizzate fissato ai fini dell’Ici (ora Imu) con una delibera del 30 aprile 2010, oscilla da 85,25 a 189,36 euro a metro quadro. Questo, però, è il valore dei terreni determinato ai fini tributari, quello sul quale si pagano poi le tasse, mentre sul mercato le cose vanno diversamente e la gara per la vendita dei lotti alla quale non ha partecipato nessuno lo conferma. Nonostante i prezzi vantaggiosi la gente non compra. A Macomer nessuno compra più aree fabbricabili perché non si costruisce più. La chiusura delle industrie ha messo in crisi anche l’edilizia. Per ottenere un mutuo è necessario offrire alle banche la garanzia di restituire i soldi, oltre a quella di un lavoro fisso. Con il settore in profonda crisi anche il numero delle imprese edili, un tempo numerose, si è notevolmente ridotto quasi al limite dell’estinzione. L’edilizia è ferma già da una decina anni. Le concessioni edilizie per nuove costruzioni rilasciate negli ultimi cinque sono poco meno di una decina. Poche anche le ristrutturazioni che comportano investimenti consistenti. (t.g.t.)
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