“Nuoro Città Aperta” dossier alle battute finali
di Paolo Merlini
Parla Mancini, il manager al quale il Comune ha affidato le sorti della candidatura «Possiamo farcela». Il progetto va presentato al ministero entro il 15 settembre
3 MINUTI DI LETTURA
NUORO. «Il primo slogan venuto in mente un po’ a tutti è stato “Nuoro, cuore della Sardegna”. Poi abbiamo deciso che sarebbe stato retorico e autoreferenziale, per non dire limitante, visto che la città si sta candidando al ruolo di capitale italiana, e non regionale, della cultura. Scartato rapidamente anche “Atene della Sardegna”: in Italia, ma non solo, ci sono decine di città che a torto o ragione si dichiarano Atene di qualcosa. Così, anche in base all’indirizzo politico, abbiamo pensato a “Nuoro Città Aperta”. Cioè aperta alla cultura e alle relazioni, l’esatto contrario dell’immagine stereotipata che vede il capoluogo della Barbagia chiuso in se stesso». Massimo Mancini da poco più di un mese guida il gruppo di lavoro che sta preparando il dossier per la candidatura di Nuoro a capitale della cultura 2020. È una corsa contro il tempo, perché la proposta, un vero e proprio progetto culturale ed economico di 60 pagine, va presentata al ministero dei beni culturali entro il 15 settembre. Mancini è stato nominato dalla giunta Soddu in zona Cesarini, ma è soddisfatto del lavoro portato avanti sostanzialmente nelle prime due settimane di agosto, con mezza Nuoro in vacanza insomma.
«Siamo abbastanza avanti con il lavoro», dice, mentre scorre al portatile le proposte che arrivano di giorno in giorno al portale Ideario per Nuoro2020, attivo insieme con la pagina Facebook e il profilo Instagram dedicati alla candidatura. Accanto a lui c’è Antonietta Demurtas, giovane giornalista con esperienze internazionali importanti (ha lavorato per Panorama e Sole 24 Ore, è stata a lungo corrispondente di Lettera 43 da Bruxelles) chiamata dalla giunta Soddu per dare vita a una strategia di comunicazione che proseguirà anche dopo la candidatura. Del gruppo di lavoro fanno parte altre sette persone, tra cui cinque dipendenti comunali.
Mancini, 50 anni, natali a Terni, studi ed esperienze professionali nelle Marche e in Lombardia come manager culturale, non è alla sua prima “candidatura”: nel 2014 Massimo Zedda, sindaco di Cagliari, lo ha nominato direttore artistico nella corsa al titolo di capitale europea della cultura per il 2019. La scelta è poi caduta su Matera, ma Cagliari arrivò comunque in finale e per un anno, il 2015, poté fregiarsi del titolo di capitale italiana della cultura assieme ad altre quattro città. A Nuoro Mancini gioca un po’ in casa, perché è direttore del Teatro stabile di Sardegna, che dallo scorso anno gestisce anche le attività culturali del Teatro Eliseo, ribattezzato Ten. «La candidatura di Cagliari è stata un’esperienza importante – dice – credo che il nostro progetto fosse uno dei più interessanti, probabilmente siamo stati penalizzati dall’aver esteso la proposta dalla città a tutto il sud Sardegna. Certo è che la scelta di Matera è arrivata dopo lunghe discussioni in seno alla commissione ministeriale».
Quali sono le città favorite per il 2020? Nuoro dovrà vedersela con altre 45 concorrenti, in rappresentanza di altre quattordici regioni italiane. Non è la sola, fra l’altro, nella stessa Sardegna, dove è in corsa anche Oristano, benché la giunta in carica da un mese non sembra interessata a cavalcare un progetto avviato dalla precedente. La logica dell’alternanza tra regioni porterebbe a escludere preventivamente città della Sicilia (per via di Palermo 2018) molto difficili da battere, come Agrigento, Catania, Noto, Ragusa o Siracusa, o della Campania come Caserta o Paestum; e così i comuni candidati della Lombardia (Mantova 2016) e della Toscana (Pistoia 2017). Le concorrenti più agguerrite? «Sicuramente Parma e Macerata», dice Mancini.
«Siamo abbastanza avanti con il lavoro», dice, mentre scorre al portatile le proposte che arrivano di giorno in giorno al portale Ideario per Nuoro2020, attivo insieme con la pagina Facebook e il profilo Instagram dedicati alla candidatura. Accanto a lui c’è Antonietta Demurtas, giovane giornalista con esperienze internazionali importanti (ha lavorato per Panorama e Sole 24 Ore, è stata a lungo corrispondente di Lettera 43 da Bruxelles) chiamata dalla giunta Soddu per dare vita a una strategia di comunicazione che proseguirà anche dopo la candidatura. Del gruppo di lavoro fanno parte altre sette persone, tra cui cinque dipendenti comunali.
Mancini, 50 anni, natali a Terni, studi ed esperienze professionali nelle Marche e in Lombardia come manager culturale, non è alla sua prima “candidatura”: nel 2014 Massimo Zedda, sindaco di Cagliari, lo ha nominato direttore artistico nella corsa al titolo di capitale europea della cultura per il 2019. La scelta è poi caduta su Matera, ma Cagliari arrivò comunque in finale e per un anno, il 2015, poté fregiarsi del titolo di capitale italiana della cultura assieme ad altre quattro città. A Nuoro Mancini gioca un po’ in casa, perché è direttore del Teatro stabile di Sardegna, che dallo scorso anno gestisce anche le attività culturali del Teatro Eliseo, ribattezzato Ten. «La candidatura di Cagliari è stata un’esperienza importante – dice – credo che il nostro progetto fosse uno dei più interessanti, probabilmente siamo stati penalizzati dall’aver esteso la proposta dalla città a tutto il sud Sardegna. Certo è che la scelta di Matera è arrivata dopo lunghe discussioni in seno alla commissione ministeriale».
Quali sono le città favorite per il 2020? Nuoro dovrà vedersela con altre 45 concorrenti, in rappresentanza di altre quattordici regioni italiane. Non è la sola, fra l’altro, nella stessa Sardegna, dove è in corsa anche Oristano, benché la giunta in carica da un mese non sembra interessata a cavalcare un progetto avviato dalla precedente. La logica dell’alternanza tra regioni porterebbe a escludere preventivamente città della Sicilia (per via di Palermo 2018) molto difficili da battere, come Agrigento, Catania, Noto, Ragusa o Siracusa, o della Campania come Caserta o Paestum; e così i comuni candidati della Lombardia (Mantova 2016) e della Toscana (Pistoia 2017). Le concorrenti più agguerrite? «Sicuramente Parma e Macerata», dice Mancini.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google